Dal Friuli alla Romania, la CEMAN Orchestra rilancia il dialogo europeo con tre concerti
Nel progetto guidato dal Tartini e con il Conservatorio di Udine, 25 giovani musicisti saranno in Romania tra fine ottobre e inizio novembre.
Ci sono anche il Conservatorio Tartini di Trieste e il Conservatorio di Udine al centro del nuovo viaggio europeo della CEMAN Orchestra, formazione che riunisce giovani talenti dell’alta formazione musicale dell’area centro-orientale. Il prossimo appuntamento internazionale porterà l’ensemble in Romania per una serie di concerti costruiti attorno al tema “Oltre i confini”.
Per il Friuli Venezia Giulia l’iniziativa ha un peso particolare, perché il progetto nasce proprio dalla rete accademica coordinata dal Tartini e coinvolge direttamente anche Udine. In organico ci saranno 25 musicisti selezionati da istituzioni di sei Paesi: oltre all’Italia, partecipano Romania, Bosnia Erzegovina, Moldavia, Montenegro e Ucraina.
Il calendario del tour va dal 26 ottobre al 3 novembre 2026. Le esibizioni pubbliche sono fissate a Bucarest, Craiova e Pitesti, mentre la fase di lavoro prenderà il via nella capitale rumena con l’accoglienza dei partecipanti e le prove all’Università Nazionale della Musica.
Il debutto è previsto venerdì 30 ottobre alle 19 nella Sala George Enescu di Bucarest. Seguiranno i concerti del 1° novembre alla Filarmonica di Craiova e del 2 novembre alla Filarmonica di Pitesti, sempre in orario serale.
Un progetto che parte da Trieste e coinvolge anche Udine
La direzione musicale sarà affidata a Romolo Gessi, maestro triestino e docente del Conservatorio del capoluogo giuliano, figura di riferimento stabile della CEMAN Orchestra. Accanto a lui, come solista, è annunciato il violinista Mircea Dumitrescu, musicista di Bucarest già premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali.
L’orchestra riunisce studenti e giovani interpreti provenienti da sette istituzioni accademiche: tra queste figurano l’Università della Musica di Bucarest, l’Accademia nazionale ucraina di Kiev, gli istituti di Banja Luka, Cetinje e Chisinau, oltre ai Conservatori di Trieste e Udine. Il progetto viene realizzato con il sostegno dell’Iniziativa Centro Europea e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.
Nel commentare il tour, il segretario generale dell’InCE Franco Dal Mas ha richiamato il valore dello scambio tra giovani musicisti di Paesi diversi, sottolineando come esperienze di questo tipo contribuiscano a rafforzare relazioni culturali e dialogo tra nuove generazioni. Dello stesso tenore anche la lettura del direttore del Tartini Sandro Torlontano, che evidenzia come il tema dei confini possa trasformarsi in occasione concreta di cooperazione.
Il repertorio scelto per la tournée
Il programma musicale mette insieme pagine giovanili e titoli molto riconoscibili del repertorio per archi. L’apertura sarà affidata alla Sinfonia in si minore per archi MWV N10 di Felix Mendelssohn, scritta quando il compositore aveva appena tredici anni.
Di Mendelssohn verrà eseguito anche il Concerto in re minore per violino e archi MWV O3, affidato a Dumitrescu. Nella seconda parte troveranno spazio le Danze popolari rumene di Béla Bartók, sette quadri ispirati alla tradizione melodica del Paese che ospita la tournée.
A chiudere sarà la Simple Symphony di Benjamin Britten, scelta anche come omaggio nel cinquantenario della scomparsa del compositore inglese. Romolo Gessi ha definito l’incontro tra questo repertorio, il solista rumeno e un’orchestra di giovani interpreti come un’esperienza particolarmente viva sia per chi suona sia per chi ascolta.
Non solo concerti: a dicembre un incontro al Tartini
Il percorso legato a “Oltre i confini” non si fermerà alle date rumene. Il 2 dicembre 2026, al Conservatorio Tartini di Trieste, è infatti previsto un convegno internazionale dedicato al progetto CEMAN e al ruolo della cooperazione nell’ambito della musica e dell’alta formazione in Europa centrale.
La CEMAN Orchestra, nata nel 2016 su iniziativa del Tartini con il sostegno dell’InCE e attiva in concerto dal 2018, continua così a rappresentare uno dei laboratori più riconoscibili di collaborazione musicale dell’area. Per il Friuli Venezia Giulia significa anche confermare un ruolo di regia culturale capace di partire dal territorio e aprirsi verso una dimensione europea concreta.
Nel quadro della tournée, il coinvolgimento delle realtà formative di Trieste e Udine resta l’elemento che più interessa da vicino il pubblico friulano: non soltanto una presenza simbolica, ma un contributo organizzativo e artistico che continua a dare al progetto una chiara impronta regionale.