Dal Friuli al Brennero, agricoltori in piazza per etichette più chiare sull’origine dei prodotti

Anche una delegazione friulana alla mobilitazione di Coldiretti al confine con l’Austria: al centro la richiesta di nuove regole sull’origine delle materie prime.

27 aprile 2026 23:29
Dal Friuli al Brennero, agricoltori in piazza per etichette più chiare sull’origine dei prodotti -
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C’era anche il Friuli Venezia Giulia alla manifestazione organizzata al Brennero da Coldiretti, che ha portato al confine tra Italia e Austria migliaia di agricoltori provenienti da varie regioni. La protesta si è concentrata sul tema dell’origine dei prodotti agroalimentari e sulla necessità, secondo l’organizzazione, di rendere più trasparenti le regole per chi acquista.

Dalla nostra regione è partita una rappresentanza guidata dal presidente regionale Martin Figelj, in una mobilitazione che ha visto una forte partecipazione anche dal Nordest. Presenti pure delegazioni dal Veneto, tra cui centinaia di agricoltori padovani e un gruppo arrivato dalla Marca trevigiana.

Perché la protesta si è spostata al confine

Il punto contestato riguarda l’attuale meccanismo europeo che, secondo Coldiretti, permette di indicare come italiano un alimento anche quando le materie prime arrivano dall’estero, purché in Italia avvenga l’ultima trasformazione considerata sostanziale. Un sistema che, per l’associazione, rischia di generare equivoci e di mettere in difficoltà chi produce davvero nel territorio nazionale.

La richiesta avanzata al Brennero è quindi quella di rivedere il codice doganale e di introdurre criteri più leggibili sull’origine agricola dei prodotti. Per gli agricoltori, una maggiore chiarezza in etichetta servirebbe sia a tutelare il lavoro delle imprese sia a offrire ai consumatori informazioni più immediate e corrette.

La presenza friulana e le voci dal Nordest

Alla giornata di mobilitazione hanno partecipato anche i vertici nazionali di Coldiretti, con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo. Accanto ai dirigenti, al Brennero sono arrivate delegazioni territoriali, pensionati agricoli e giovani impegnati nel settore primario.

Tra gli interventi segnalati c’è stato anche quello di Silvia Breda, giovane agricoltrice padovana di 19 anni, che ha portato il punto di vista delle nuove generazioni. Nel corso della manifestazione è stato richiamato anche il tema della reciprocità delle regole all’interno dell’Unione Europea, considerato centrale da chi opera nella filiera agricola.

Il peso economico della partita

Secondo le stime diffuse da Coldiretti, un cambiamento delle norme sull’origine potrebbe valere fino a 20 miliardi di euro per il comparto agricolo. L’associazione collega questa battaglia anche alla fase complessa che stanno vivendo le aziende, alle prese con rincari su energia, carburanti e concimi, oltre alle difficoltà legate agli approvvigionamenti.

Per il mondo agricolo, la difesa dell’origine non riguarda soltanto il mercato. La questione viene infatti presentata anche come un tema di sicurezza alimentare e di protezione della filiera nazionale, in un settore che continua ad avere un ruolo strategico per l’economia del Paese e per l’occupazione.

I prossimi passaggi istituzionali

La mobilitazione del Brennero, nelle intenzioni di Coldiretti, non resterà un episodio isolato. L’organizzazione punta ora a portare la richiesta nelle sedi istituzionali, sollecitando un intervento europeo che consenta di evidenziare con maggiore precisione la provenienza delle materie prime agricole.

Un nuovo confronto è atteso a Roma nei prossimi giorni, quando i rappresentanti dell’associazione intendono sottoporre le proprie istanze al commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. Parallelamente, sui territori viene chiesto anche il sostegno dei sindaci attraverso atti formali a favore della revisione delle attuali regole doganali.

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