Dal Friuli a Roma, tre nuove scuole del dopo sisma entrano nella mostra del MAXXI

Nel museo nazionale dell’architettura spazio a Ospedaletto, Villa Santina e Bordano. Esposta anche la Terrazza a Mare di Lignano.

29 maggio 2026 02:56
Dal Friuli a Roma, tre nuove scuole del dopo sisma entrano nella mostra del MAXXI -
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Tre scuole nate nei paesi friulani e pensate dentro una memoria ancora viva, quella del terremoto del 1976, sono entrate nel percorso espositivo del MAXXI di Roma. La presenza del Friuli Venezia Giulia nella mostra nazionale dedicata all’architettura contemporanea passa soprattutto da qui: edifici pubblici recenti, legati ai territori della ricostruzione e oggi proposti come esempio di progettazione capace di tenere insieme funzione, comunità e identità locale.

L’inaugurazione si è tenuta nella capitale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’ambito delle iniziative per gli ottant’anni della Repubblica. Nella rassegna “Vitalità dell’architettura italiana. 1946-2026” trovano posto anche interventi sostenuti con fondi Pnrr e con il concorso della Regione.

Per il Friuli il progetto che richiama con più forza il territorio è “Scuole di paese”, selezionato in un anno particolarmente simbolico, quello del cinquantesimo anniversario del sisma. Il riferimento non è soltanto commemorativo: i nuovi edifici scolastici sorgono infatti in aree segnate dal terremoto e prendono il posto di strutture nate nella fase dell’emergenza successiva al 1976.

Le opere friulane scelte per l’esposizione

La mostra, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, riunisce alcuni dei nomi indicati come rappresentativi dell’architettura italiana di oggi. Tra questi figurano MoDusArchitects ed Elasticofarm, con la partecipazione degli architetti Matteo Scagnol, pordenonese, e Stefano Pujatti, originario di Aviano.

Accanto alle scuole friulane trova spazio a Roma anche un altro intervento ben noto in regione: il progetto della Terrazza a Mare di Lignano, firmato da DL - GDA officina di architettura e rappresentato al MAXXI dall’architetta Giulia de Appolonia.

Ospedaletto, Villa Santina e Bordano nel racconto del dopo terremoto

L’installazione di MoDusArchitects, studio con sede a Bressanone, mette al centro tre comuni friulani: Ospedaletto, Villa Santina e Bordano. Sono i luoghi in cui sono stati realizzati i tre istituti raccolti sotto il titolo “Scuole di paese”, oggi presentati come parte di una riflessione più ampia sul costruire nei centri minori.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha collegato questi interventi al percorso che il Friuli ha sviluppato dopo il sisma, leggendo le nuove scuole come espressione concreta di una cultura della prevenzione. Nella sua valutazione, non si tratta soltanto di edifici destinati all’attività didattica, ma di punti di riferimento per la vita delle comunità.

Nel richiamare i singoli progetti, Amirante ha citato la scuola in legno di Ospedaletto, la loggia di Villa Santina pensata in rapporto al clima del territorio e la dimensione quotidiana dell’intervento di Bordano. Una chiave di lettura che lega architettura e vicinanza ai luoghi, in un passaggio che dal ricordo della ricostruzione arriva alle esigenze del presente.

Un anno simbolico per la memoria friulana

La presenza di queste opere al MAXXI si inserisce nel calendario di iniziative che in Friuli Venezia Giulia stanno accompagnando il cinquantesimo del terremoto. Il riferimento va al ricordo dell’Orcolat, al cosiddetto Modello Friuli e alle cerimonie istituzionali già svolte, tra gli altri luoghi, a Gemona.

In questo contesto, l’esposizione romana aggiunge un tassello diverso ma coerente: mostra come l’esperienza maturata nei territori colpiti dal sisma continui a produrre esempi riconoscibili anche sul piano nazionale. Per il Friuli, la vetrina del MAXXI non è soltanto un riconoscimento formale, ma anche il segno di una memoria che continua a tradursi in opere pubbliche e visione del futuro.

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