Dal congresso di Tavagnacco un messaggio alla Regione: il friulano va portato nella vita quotidiana

Dopo l’incontro della Società Filologica Friulana, Serena Pellegrino sollecita interventi su scuola, servizi e strumenti digitali.

A cura di Web Team Web Team
12 ottobre 2026 11:05
Dal congresso di Tavagnacco un messaggio alla Regione: il friulano va portato nella vita quotidiana -
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Non solo una ricorrenza culturale, ma un passaggio che riapre il confronto sul posto del friulano nelle politiche regionali. È questa la lettura data dalla consigliera regionale Serena Pellegrino al 103° Congresso sociale della Società Filologica Friulana, ospitato a Tavagnacco e dedicato anche ai trent’anni della legge regionale 15 del 1996.

Per l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, il punto centrale emerso dall’appuntamento è chiaro: la tutela linguistica non può restare confinata alle celebrazioni o ai richiami di principio, ma deve tradursi in scelte pratiche da parte della Regione e degli enti del territorio.

Il significato politico di un appuntamento culturale

Secondo Pellegrino, la giornata friulana di Tavagnacco ha messo in evidenza un tema che va oltre il profilo commemorativo. In gioco, osserva, c’è il ruolo dell’identità friulana nel presente dell’Autonomia del Friuli Venezia Giulia e nella sua evoluzione futura.

Il congresso, quindi, viene letto anche come un segnale rivolto alle istituzioni: riconoscere il valore del friulano significa dargli spazio concreto nei processi amministrativi, nella formazione e nella comunicazione pubblica, senza fermarsi alla dimensione simbolica.

Le priorità indicate: scuola, uffici e innovazione

Nel merito, la consigliera ha richiamato alcuni ambiti considerati decisivi. Tra questi figurano la scuola, i servizi pubblici, la comunicazione digitale e le politiche capaci di rafforzare il legame tra lingua e comunità locali.

L’obiettivo indicato è quello di applicare pienamente le norme dedicate alle minoranze linguistiche, facendo del bilinguismo e della specificità culturale un elemento attivo non soltanto sul piano identitario, ma anche sotto il profilo sociale, amministrativo ed economico.

Nel ragionamento rientra anche il versante tecnologico. Pellegrino sottolinea infatti che oggi la promozione del friulano passa pure attraverso strumenti contemporanei, dalle applicazioni ai sistemi digitali, fino ai percorsi che coinvolgono l’intelligenza artificiale.

Il volume su Tavagnacco e il lavoro della comunità

Durante il congresso è stato presentato anche il volume monografico “Tavagnà”, curato da Enos Costantini. Si tratta di un’opera di 700 pagine costruita con il contributo di oltre cinquanta autori, indicata come esempio della capacità del Friuli di approfondire, custodire e raccontare il proprio patrimonio locale.

Accanto al valore scientifico e culturale dell’iniziativa, Pellegrino ha voluto rimarcare il contributo della comunità ospitante e degli studiosi che hanno preso parte all’evento. Tra i momenti ricordati ci sono anche la messa celebrata in friulano e gli interventi ospitati al Teatro comunale Paolo Maurensig.

Nei ringraziamenti finali, la consigliera ha citato la Società Filologica Friulana, il presidente Federico Vicario, l’amministrazione comunale di Tavagnacco, i volontari e quanti hanno collaborato alla riuscita della giornata. Il messaggio che, a suo giudizio, arriva da questo appuntamento è netto: la vitalità del friulano esiste già, ora la politica regionale è chiamata a trasformarla in decisioni concrete.

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