Dal confine al palcoscenico: il nuovo lavoro di Mittelfest arriva tra Latisana e Trieste
Anteprima gratuita il 18 ottobre al Teatro Odeon, poi due serate al Rossetti per il capitolo conclusivo del progetto nato attorno a Go!2025.
Prima ancora dell’avvio del tour nazionale, il nuovo spettacolo di Mittelfest sceglie il Friuli Venezia Giulia come punto di partenza. “L’alba dopo la fine della Storia” farà infatti il suo primo passaggio pubblico a Latisana e poi approderà a Trieste, portando in scena l’ultimo movimento del progetto “Inabili alla morte / Nezmožni umreti”.
Per il pubblico friulano il primo appuntamento è fissato per domenica 18 ottobre 2026 alle 20 al Teatro Odeon di Latisana, dove l’ingresso sarà libero. Due giorni più tardi il lavoro si sposterà al Teatro Rossetti, con repliche martedì 20 e mercoledì 21 ottobre alle 20.30.
La scelta di partire da qui non è casuale: il percorso si inserisce nel solco delle iniziative culturali sviluppate attorno a Go!2025, il programma che lega Nova Gorica e Gorizia come Capitale europea della cultura 2025, e trova nel territorio di confine un contesto particolarmente forte per temi e memoria storica.
Lo spettacolo è promosso da Mittelfest con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione di SNG Nova Gorica, Rai Radio3, Rai FVG e Radio Slovenija-Program Ars.
La tappa di Latisana apre il percorso con il pubblico
Latisana ospiterà la cosiddetta data zero, cioè il momento che conclude il periodo di lavoro in sala e mette il progetto per la prima volta davanti agli spettatori. Le prove si sono svolte proprio in città e l’appuntamento del Teatro Odeon nasce in collaborazione con ERT.
Per il territorio è un passaggio significativo, perché consente di vedere in anteprima un allestimento destinato poi a circuitare anche fuori regione e oltre confine. Dopo la serata latisanese, il debutto nel principale percorso di tournée sarà affidato al Rossetti di Trieste.
Un testo nuovo per interrogare le illusioni del dopo 1989
La drammaturgia è firmata da Paolo di Paolo ed è stata scritta appositamente per questo capitolo conclusivo. La regia porta la firma di Giacomo Pedini, che dell’intero progetto è anche ideatore e che ha guidato artisticamente Mittelfest dal 2021 al 2026.
Al centro del lavoro c’è una riflessione sulle attese nate alla fine degli anni Ottanta, quando la caduta del muro di Berlino e la crisi dell’Urss sembravano aprire una fase diversa per l’Europa. In quella prospettiva di pace e benessere si inserisce però la frattura rappresentata dalla dissoluzione della Jugoslavia, evento che rimette in primo piano violenza, confini e ferite rimaste aperte.
Pedini presenta questo lavoro come un intreccio fra linguaggi diversi, in cui teatro, letteratura, storia e live cinema si richiamano a vicenda. In un’area come quella fra Gorizia, Nova Gorica e Trieste, il tema assume una risonanza particolare, perché tocca passaggi storici che qui hanno lasciato segni profondi e ancora leggibili.
Sei figure per raccontare un continente smarrito
La vicenda si sviluppa in un tempo sospeso, in una sorta di mattino freddo successivo alla promessa della “fine della Storia”. In scena si muovono sei personaggi: Monika, che prova a dare forma al disordine; Franco, venditore pieno di sicurezze apparenti; Emiliano, attore che si aggrappa alla recita; il Tenente, che fugge dal ruolo che dovrebbe incarnare; Gloria, segnata da ciò che ha attraversato; Viktor, presenza silenziosa dentro un mondo che si è rotto.
Attraverso i loro rapporti prende corpo un racconto di disillusione, desiderio e sopravvivenza. Sono figure che cercano un appiglio mentre il contesto attorno a loro cambia e si incrina, restituendo l’immagine di una generazione costretta a fare i conti con promesse non mantenute.
Dopo il Friuli Venezia Giulia, il viaggio continua fuori regione
Le date friulane e triestine saranno soltanto l’inizio. Dopo il passaggio al Rossetti, la produzione raggiungerà Zagabria, dove è prevista una tappa allo ZKM il 23 ottobre 2026, per poi proseguire a Pavia dal 13 al 15 novembre e a Genova il 25 e 26 novembre.
“L’alba dopo la fine della Storia” completa così il mosaico di “Inabili alla morte / Nezmožni umreti”, progetto multimediale che negli ultimi anni ha unito palcoscenico, radio e scrittura. Al percorso appartengono anche i radiodrammi trasmessi da Rai Radio 3 e Radio Slovenija-Program Ars, oltre al volume “Inabili alla morte. Tragicommedie di confine” pubblicato da Bottega Errante edizioni.