Da Trieste il confronto su scuola e IA: tra i ragazzi restano dubbi e convinzioni sbagliate
L’associazione triestina Parole O_Stili porta a Milano una nuova indagine sugli adolescenti: molti usano l’intelligenza artificiale, ma la conoscono ancora in modo parziale.
C’è un dato che interpella famiglie e insegnanti anche in Friuli Venezia Giulia: tra gli adolescenti l’intelligenza artificiale è già entrata nella quotidianità, ma la comprensione di questi strumenti non è ancora solida. La nuova ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Istituto Giuseppe Toniolo rileva infatti che il 39,9% dei ragazzi tra 14 e 18 anni mantiene almeno una convinzione errata sull’IA.
L’indagine, condotta su 800 giovani, sarà illustrata il 24 ottobre 2026 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nell’ambito di Parole a Scuola 2026. Per il territorio regionale il tema ha un rilievo particolare, perché l’iniziativa nasce dall’esperienza di Parole O_Stili, realtà fondata a Trieste nel 2016 e da anni impegnata sui temi della comunicazione consapevole online e offline.
Un rapporto diffuso con la tecnologia, ma non sempre consapevole
Il quadro che emerge non racconta una generazione semplicemente ostile alle nuove tecnologie. Al contrario, i numeri mostrano che la richiesta di un divieto totale resta minoritaria: solo il 13,5% degli adolescenti si dice favorevole a bandire completamente l’intelligenza artificiale.
Il punto centrale, quindi, non sembra essere il rifiuto dello strumento, ma il bisogno di orientamento. La ricerca suggerisce che molti ragazzi chiedano, più che proibizioni, occasioni per capire meglio come funziona l’IA, quali limiti abbia e in che modo possa essere usata con senso critico.
L’appuntamento di Parole a Scuola 2026
La quarta edizione di Parole a Scuola tornerà a Milano con una giornata gratuita rivolta a insegnanti, educatori, educatrici e genitori. Il programma prevede 32 panel e 19 laboratori, costruiti attorno ai temi che attraversano la crescita di adolescenti e preadolescenti.
Tra gli argomenti annunciati ci sono intelligenza artificiale, smartphone, relazioni, rispetto e orientamento. Il filo scelto per questa edizione è “Guardo, ascolto, parlo”, una formula che richiama la necessità di riaprire il dialogo tra generazioni e di leggere con maggiore attenzione i linguaggi dei più giovani.
Accanto a Parole O_Stili figurano tra i promotori anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto G. Toniolo, con il supporto del Gruppo Editoriale La Scuola. La presentazione della ricerca si inserisce così in un contesto formativo più ampio, pensato per dare strumenti concreti a chi accompagna i ragazzi nella vita scolastica e digitale.
Il ruolo di Trieste in un dibattito che riguarda tutto il Paese
Per Prima Friuli il valore della notizia sta anche nelle sue radici locali. L’associazione nata a Trieste continua infatti a portare nel dibattito nazionale un tema che tocca da vicino anche le scuole del Friuli Venezia Giulia: come educare all’uso delle tecnologie senza fermarsi agli allarmi o alle semplificazioni.
Nell’edizione precedente l’iniziativa aveva raccolto oltre 1.300 partecipanti, 120 relatori e 40 appuntamenti in una sola giornata. Su questa base cresce ora il nuovo incontro del 2026, con l’obiettivo di affrontare il cambiamento tecnologico non come una questione astratta, ma come parte concreta della formazione dei ragazzi.
Tra gli interventi annunciati compare anche quello di Giuseppe Riva, ordinario di Psicologia generale e cognitiva, Psicologia della comunicazione e Psicologia dei consumi all’Università Cattolica. La giornata milanese offrirà così un’occasione per leggere più a fondo il rapporto tra adolescenti e IA, partendo da un messaggio chiaro: il nodo educativo oggi non è soltanto fissare regole, ma capire i contesti digitali in cui i più giovani studiano, si informano e costruiscono relazioni.