Cure a casa in Friuli Venezia Giulia, richiesta in Regione per capire quanta assistenza arriva davvero
La consigliera Simona Liguori chiede un quadro dettagliato dal 2021 al 2025, con i dati disponibili per il 2026, su intensità e continuità dei servizi domiciliari.
Non basta sapere quante persone risultano seguite a domicilio: il punto, per chi osserva l'andamento della sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia, è capire con quale frequenza e con quale continuità arrivino davvero le prestazioni nelle case dei pazienti.
Su questo tema la consigliera regionale Simona Liguori, del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, ha presentato un'interrogazione alla Giunta per ottenere un quadro più preciso sull'assistenza domiciliare erogata nella regione.
La richiesta riguarda il periodo compreso tra il 2021 e il 2025 e si estende anche al 2026, limitatamente alle informazioni già disponibili. L'obiettivo è avere numeri distinti per Azienda sanitaria e per livello di intensità dell'assistenza, facendo riferimento al Coefficiente di intensità assistenziale, il Cia.
Che cosa viene chiesto alla Regione
Nel dettaglio, Liguori sollecita dati che permettano di andare oltre il semplice conteggio delle prese in carico. Tra gli elementi richiesti ci sono il numero delle persone assistite, la distribuzione per fascia di intensità, il numero medio degli accessi, la durata dei percorsi attivati e le giornate nelle quali l'assistenza è stata effettivamente garantita.
Secondo la consigliera, questi indicatori sono necessari per leggere in modo più realistico la qualità del servizio. Una rilevazione puramente numerica, infatti, rischia di mettere sullo stesso piano interventi molto diversi tra loro.
Prestazioni occasionali e percorsi continuativi
Il ragionamento posto al centro dell'interrogazione distingue infatti tra un'attività saltuaria, come può essere una singola prestazione, e un accompagnamento sanitario continuativo rivolto a persone anziane, fragili o con bisogni complessi.
La differenza, nella valutazione politica e organizzativa del servizio, è sostanziale: un accesso isolato e un percorso che comprende assistenza infermieristica, controllo clinico e supporto costante non descrivono lo stesso livello di risposta del sistema sanitario territoriale.
Il nodo degli obiettivi del Pnrr
Nell'iniziativa presentata in Consiglio regionale entra anche il tema del Pnrr e dei target legati al rafforzamento delle cure sul territorio. Per Liguori, il raggiungimento di un obiettivo numerico non è sufficiente, da solo, a dimostrare che il servizio funzioni meglio.
Il punto, sostiene la consigliera, è verificare se all'aumento delle persone formalmente prese in carico corrisponda anche una crescita dell'assistenza realmente erogata, soprattutto nei casi che richiedono maggiore continuità.
La richiesta di dati si inserisce così in un confronto più ampio sul modello di sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia: non soltanto quanti utenti entrano nel sistema, ma quanta cura riesce ad arrivare, nel tempo, a chi ne ha più bisogno.