Cumulo di condanne oltre i due anni: 42enne portato in carcere a Pordenone
Lascia i domiciliari dopo il ricalcolo della pena: definitive condanne per rapina, droga e maltrattamenti commessi tra il 2015 e il 2021 nel Pordenonese.
Da una misura alternativa alla detenzione al trasferimento in carcere. È quanto avvenuto nella serata del 28 aprile a Pordenone, dove i carabinieri della Stazione di Prata di Pordenone hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 42 anni, di origine marocchina, indicato con le iniziali R.Y.
L'uomo si trovava già agli arresti domiciliari nella propria abitazione, ma il nuovo quadro giudiziario ha cambiato la situazione. Il provvedimento è arrivato infatti dopo la rideterminazione della pena complessiva, diventata incompatibile con il mantenimento della misura domiciliare.
Perché sono stati revocati i domiciliari
Alla base del trasferimento c'è un provvedimento di cumulo pene emesso dalla Procura della Repubblica di Pordenone. Il ricalcolo ha fissato la condanna definitiva in due anni, cinque mesi e sette giorni di reclusione.
Superata la soglia dei due anni prevista per poter continuare a beneficiare della detenzione domiciliare, l'Ufficio di Sorveglianza di Udine ha disposto l'immediata cessazione della misura alternativa. Da qui l'ordine di accompagnamento nella casa circondariale del capoluogo.
I reati contestati nella provincia di Pordenone
Le sentenze ormai passate in giudicato riguardano fatti avvenuti tra il 2015 e il 2021 nel territorio provinciale. Il quadro comprende una rapina commessa nel 2015 all'interno di un'attività commerciale.
A questo episodio si aggiungono diverse violazioni legate agli stupefacenti, accertate nel 2021 tra Pordenone e San Vito al Tagliamento. Nel cumulo rientrano anche ripetuti maltrattamenti in ambito familiare, che hanno contribuito a definire la pena finale.
Non solo carcere: previste anche sanzioni accessorie
Il provvedimento non riguarda esclusivamente la reclusione. A carico del 42enne è stata infatti prevista anche una sanzione pecuniaria pari a 10.200 euro.
Inoltre, al termine dell'espiazione della pena, dovrà essere applicata la misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato per dieci anni. Si tratta di un ulteriore effetto della condanna definitiva maturata nei procedimenti esaminati dall'autorità giudiziaria.
L'accompagnamento nella casa circondariale
Conclusi gli adempimenti di rito, i militari hanno trasferito l'uomo nel carcere di Pordenone, dove resta ora a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'esecuzione della pena.
L'intervento eseguito a Prata di Pordenone chiude quindi la fase dei domiciliari e apre quella della detenzione in istituto, dopo il ricalcolo complessivo delle condanne maturate negli anni nel Pordenonese.