A Cornino una serata su lontra e sciacallo dorato, specie che stanno ridisegnando la fauna del Friuli
Sabato 9 maggio al Centro visite della Riserva incontro pubblico con Tiziano Fiorenza: ingresso libero e focus sul ritorno di due carnivori nel Nordest.
Due animali molto diversi, ma entrambi sempre più centrali nel racconto della biodiversità del Nordest. Alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, nel territorio di Forgaria nel Friuli, sabato 9 maggio è in programma un appuntamento divulgativo dedicato alla lontra europea e allo sciacallo dorato, specie che negli ultimi anni hanno riportato l’attenzione su fiumi, aree umide e zone collinari della regione.
L’iniziativa si terrà alle 20 nel Centro visite della Riserva e rientra nel calendario stagionale proposto dalla Coop Pavees, realtà che gestisce il sito protetto guidata dal presidente Luca Sicuro. La partecipazione è gratuita; non è necessario prenotare, anche se la segnalazione della presenza è consigliata per facilitare l’organizzazione.
Il Friuli osservato attraverso due ritorni importanti
L’incontro porta il titolo “Lo sciacallo dorato e la lontra europea” e sarà condotto da Tiziano Fiorenza. Il taglio della serata sarà scientifico ma accessibile, con l’obiettivo di aiutare il pubblico a leggere meglio la presenza di questi carnivori nel nostro territorio e a comprenderne abitudini, distribuzione e significato ecologico.
Se la lontra richiama subito il tema della qualità dei corsi d’acqua, lo sciacallo dorato apre invece una riflessione sulla capacità di alcune specie di espandersi e adattarsi ai cambiamenti del paesaggio. Metterli a confronto, in un’area come Cornino, significa anche ragionare su come sta cambiando la fauna selvatica tra Friuli Venezia Giulia e resto del Nordest.
Lo sciacallo dorato e i timori da rileggere con i dati
Per quanto riguarda lo sciacallo dorato, gli esperti ne collocano l’arrivo nell’Italia nordorientale a partire dalla penisola balcanica, in un processo avvenuto spontaneamente nel corso degli ultimi decenni. Oggi la specie è presente in una parte ampia del Nordest e continua a suscitare curiosità, ma anche dubbi e interpretazioni spesso semplificate.
Si tratta di un canide capace di muoversi in contesti differenti e di adattarsi a territori modificati dall’uomo. Proprio per questo la sua espansione viene letta anche alla luce delle trasformazioni ambientali e climatiche. Durante la serata ci sarà spazio per chiarire come riconoscerlo e quale ruolo possa avere negli ecosistemi in cui si inserisce.
Uno dei punti centrali sarà anche il confronto con i pregiudizi che accompagnano questa specie, guardata con diffidenza da parte di allevatori ovini e di alcuni ambienti venatori. L’idea dell’appuntamento è distinguere le percezioni dai riscontri scientifici, offrendo strumenti utili a chi vuole capire senza fermarsi alle etichette.
La lontra, un segnale che riguarda i fiumi della regione
Accanto allo sciacallo, l’altro protagonista della serata sarà la lontra eurasiatica, animale strettamente legato ad ambienti fluviali ben conservati. In Friuli Venezia Giulia la sua storia ha un valore particolare: per decenni è stata considerata praticamente scomparsa, dopo il declino provocato dalla caccia e dalla pressione esercitata sugli habitat fino agli anni Sessanta del secolo scorso.
Le segnalazioni tornate negli ultimi anni hanno quindi assunto un peso naturalistico rilevante. La presenza resta limitata, ma il fatto che la specie sia di nuovo osservata in regione rappresenta un indicatore importante dello stato degli ambienti acquatici, soprattutto dove fiumi, torrenti e zone umide mantengono caratteristiche favorevoli alla sopravvivenza.
Parlare di lontra, dunque, significa parlare anche della salute dell’acqua e della biodiversità che ruota attorno ai sistemi fluviali. È uno dei motivi per cui l’appuntamento di Cornino può interessare non soltanto gli appassionati di fauna, ma anche chi segue i temi della tutela ambientale e della gestione del territorio friulano.
Cornino come luogo di divulgazione e incontro
La Riserva del lago di Cornino conferma così la sua funzione di presidio naturalistico e di spazio aperto alla divulgazione. Negli anni l’area è diventata un riferimento per scuole, famiglie, escursionisti e visitatori che cercano occasioni di approfondimento su specie, habitat e cambiamenti in atto negli ecosistemi regionali.
L’appuntamento di sabato 9 maggio avrà una durata di circa due ore. Per informazioni è possibile contattare il Centro visite al numero 0427 808526 oppure scrivere a [email protected]. La serata si annuncia come un’occasione utile per osservare il Friuli da una prospettiva diversa: quella degli animali che tornano, si spostano e raccontano il territorio meglio di molti dati astratti.