Cormons, ristori dopo la frana: nuove date per cittadini e aziende, aiuti anche per alcuni mezzi privati
Assemblea pubblica in città con Regione e Protezione civile: domande fino al 27 luglio 2026 per i privati e fino al 31 luglio per le imprese.
A Cormons cambia il calendario dei ristori legati alla frana e si amplia anche la platea dei beni coperti dai contributi. Dall’incontro pubblico con Regione, Comune e Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è arrivato un aggiornamento atteso da famiglie e attività economiche che stanno ancora facendo i conti con i danni subiti.
La novità più immediata per i residenti riguarda i mezzi privati: tra quelli ammissibili entrano anche motocicli, quadricicli a motore e autocarri a uso privato, ma solo se rappresentano l’unico veicolo a disposizione del richiedente.
Per queste domande il termine indicato è il 27 luglio 2026. I massimali fissati sono di 6mila euro per i motocicli e di 10mila euro per i quadricicli.
Imprese, scadenza spostata a fine luglio
Un altro passaggio importante emerso durante la serata riguarda le aziende. La finestra per presentare le richieste di indennizzo è stata allungata rispetto alla data inizialmente prevista.
Il nuovo termine per le imprese è il 31 luglio 2026, con uno slittamento quindi oltre la precedente scadenza del 30 giugno. Una decisione che punta a dare più tempo a chi deve completare la documentazione necessaria.
Il punto della Regione sugli aiuti
All’appuntamento hanno partecipato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, il sindaco Roberto Felcaro e i responsabili della Protezione civile Fvg. L’incontro è servito non solo a riepilogare le procedure dei ristori, ma anche a spiegare come si sta evolvendo il piano di sostegno dopo l’emergenza.
Riccardi ha ricordato che i primi contributi erano stati liquidati a un mese dall’evento e ha ribadito l’impostazione scelta dalla Regione: seguire le diverse situazioni caso per caso, coinvolgendo le strutture regionali competenti. Nel corso del confronto è stato anche sottolineato che l’ampliamento delle misure ha progressivamente incluso pure il tessuto produttivo locale.
Versante più critico, opere provvisorie entro ottobre
Per quanto riguarda la cosiddetta Frana A, il quadro illustrato durante la riunione indica che una parte consistente degli interventi iniziali è già stata completata. Sono stati rimossi circa 12mila metri cubi di materiale, insieme a 900 metri cubi di macerie, ed è stata eseguita la riprofilatura del pendio con l’installazione di una barriera temporanea in calcestruzzo.
Queste opere hanno consentito di riaprire una larga porzione della zona arancione. Adesso l’attenzione è concentrata sulla vasca di trattenuta e su una rete paramassi alta cinque metri.
La fine dei lavori provvisori è indicata entro il 30 ottobre 2026. A quel punto è prevista la rimozione dei blocchi di cemento e la liberazione degli edifici che si trovano ancora nell’area classificata come zona rossa.
Per il consolidamento strutturale dell’intero versante, invece, i tempi saranno più lunghi: la conclusione viene collocata entro dicembre 2028, quando potranno essere eliminate anche le soluzioni temporanee adottate in questa fase.
Frana B, rientri solo in fasce compatibili con il cantiere
Un altro aggiornamento ha riguardato la Frana B. Dopo l’intesa con i proprietari coinvolti, sono partite le opere di drenaggio e contenimento, oltre alla costruzione di un muro di sostegno rivestito in pietra.
La tabella di marcia prevede la chiusura dei lavori entro la fine di gennaio 2027, obiettivo che dovrebbe consentire la cancellazione definitiva della zona rossa in quell’area.
Nel frattempo è stato definito un rientro controllato per i residenti. L’accesso sarà possibile solo nelle fasce orarie non interessate dalle attività di cantiere e soltanto dopo la verifica delle condizioni di sicurezza da parte di un geologo incaricato dal Comune.
Via San Giorgio e Monte Quarin, il quadro degli altri interventi
Nel bilancio fatto a Cormons è rientrato anche il resto del territorio interessato dalle opere di messa in sicurezza. In via San Giorgio sono stati eseguiti lavori sulla scarpata con terre armate, gabbionate e altri interventi di consolidamento, insieme al potenziamento del bacino del Patriarca.
Per il Monte Quarin sono invece previsti interventi differenziati, tra cui terre armate, reti in aderenza e opere di rinaturalizzazione. Nell’area dell’agriturismo il termine indicato per la conclusione è la fine del 2026.
Nelle altre zone del Monte Quarin, invece, la chiusura degli interventi è attesa entro la fine di gennaio 2027. Per Cormons, dunque, resta aperta una fase ancora lunga, divisa tra ristori economici e cantieri, con l’obiettivo di riportare gradualmente alla normalità le aree colpite.