Era vicino al clan dei Casalesi: confisca da 5 milioni a imprenditore - VIDEO

Confisca da 5 milioni a un imprenditore ritenuto vicino ai Casalesi: beni e società sequestrati in diverse regioni italiane. Anche in Veneto e Fvg.

04 febbraio 2026 11:28
Era vicino al clan dei Casalesi: confisca da 5 milioni a imprenditore - VIDEO -
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PERUGIA – La Direzione Investigativa Antimafia e la Guardia di Finanza hanno eseguito un provvedimento di sequestro e contestuale confisca disposto dal Tribunale delle Misure di Prevenzione di Perugia nei confronti di un imprenditore di 62 anni, di origini siciliane e attualmente detenuto, ritenuto responsabile di aver agevolato il clan dei Casalesi attraverso il riciclaggio di capitali di provenienza illecita.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali ed è stato adottato sulla base di una proposta a firma del Direttore della DIA, che ha valorizzato le risultanze di procedimenti penali già definiti e di altri tuttora in corso, tra cui il più rilevante incardinato presso l’autorità giudiziaria di Perugia.

Il profilo di pericolosità e gli investimenti sospetti

L’attenzione degli investigatori si è concentrata sul profilo economico-patrimoniale dell’imprenditore, ritenuto connotato da pericolosità qualificata per la sua contiguità al clan camorristico campano. Secondo quanto ricostruito, a partire dal 2010 l’uomo avrebbe effettuato ingenti investimenti nel settore immobiliare in diverse aree del Paese, con importi ritenuti incongruenti rispetto alle sue capacità reddituali dichiarate.

Un quadro che, secondo la DIA e la Guardia di Finanza, evidenzierebbe un sistema di reimpiego di capitali illeciti, finalizzato a occultare e reinserire nel circuito legale risorse economiche riconducibili ad attività criminali.

Società e immobili confiscati in più regioni

La confisca ha riguardato quote di partecipazione, immobili e conti correnti riconducibili a nove società, con sedi operative e legali nelle province di Milano, Verona, Massa Carrara, Pistoia, Forlì e Pordenone.

Nel patrimonio sottoposto a confisca rientra anche un fabbricato in corso di costruzione, destinato ad abitazioni private e situato in provincia di Messina. Il valore complessivo dei beni sottratti è stato stimato in circa 5 milioni di euro.

L’azione di contrasto ai patrimoni illeciti

L’operazione conferma il ruolo centrale delle misure di prevenzione nel contrasto alla criminalità organizzata, colpendo non solo le persone ma soprattutto i patrimoni accumulati illecitamente. Un’azione che mira a indebolire la capacità economica dei clan, impedendo loro di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale e immobiliare e di condizionare l’economia legale attraverso il riciclaggio dei proventi criminali.

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