Concerto per il sisma, il Pd alza il tiro: Conficoni legge nella querela di Riccardi una crisi tutta interna alla maggioranza
Dopo l’azione legale dell’assessore regionale per un articolo sul concerto di Andrea Bocelli, il consigliere dem parla di isolamento politico nel centrodestra.
La vicenda del concerto di Andrea Bocelli per il cinquantenario del terremoto del Friuli continua a produrre effetti ben oltre il piano organizzativo. Nelle ultime ore il confronto si è spostato apertamente sul terreno politico, con il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni che interpreta la querela annunciata da Riccardo Riccardi come il segnale di una tensione profonda dentro la coalizione che governa la Regione.
Per l’esponente dem, il punto non riguarda soltanto l’iniziativa giudiziaria avviata dall’assessore, ma soprattutto il clima che si è creato attorno al caso. Nella sua lettura, Riccardi sarebbe rimasto senza una sponda politica nel centrodestra, trasformando una polemica già accesa in uno scontro che investe direttamente gli equilibri della maggioranza.
Il caso politico si riapre attorno alla querela
La presa di posizione di Conficoni arriva dopo la notizia della denuncia-querela depositata da Riccardi alla Procura di Milano nei confronti del giornalista Mario Giordano e del direttore responsabile de “La Verità” Maurizio Belpietro. L’azione riguarda un articolo pubblicato il 31 agosto sul concerto legato alla ricorrenza del sisma friulano.
Secondo il consigliere del Pd, questa scelta confermerebbe una frattura interna al centrodestra regionale. Conficoni parla infatti di un nuovo episodio di conflittualità politica nella coalizione e sostiene che la vicenda si starebbe sviluppando lontano dai problemi concreti dei cittadini friulani.
Nel suo intervento, l’esponente di opposizione richiama anche il riferimento alla ricerca di un eventuale “mandante politico”, elemento che a suo giudizio contribuirebbe a rendere ancora più evidente la durezza dello scontro dentro la maggioranza.
Il concerto per i 50 anni del terremoto resta al centro della polemica
Il nodo da cui tutto parte resta l’evento organizzato per i cinquant’anni dal terremoto del Friuli, con Andrea Bocelli al centro di un appuntamento pensato per una ricorrenza molto sentita sul territorio. Proprio per questo, la discussione pubblica attorno all’iniziativa ha assunto un peso particolare anche sotto il profilo simbolico.
Nel dibattito politico è rientrata anche la cifra indicata nell’articolo contestato, pari a 3 milioni di euro, dato che ha contribuito ad alimentare la controversia nelle ultime settimane. Su questo terreno Conficoni era già intervenuto in precedenza, criticando la gestione politica dell’intera vicenda.
Nella nota diffusa dopo la querela, il consigliere dem contrappone inoltre lo slogan “Io sono Fvg” all’immagine restituita dalla polemica, sostenendo che quanto sta emergendo non rappresenterebbe il Friuli Venezia Giulia.
Un confronto destinato a restare aperto
Per Prima Friuli, il punto più rilevante resta l’impatto che questa vicenda continua ad avere su un anniversario che per molte comunità friulane ha un valore storico e civile profondo. Il rischio, sul piano politico, è che il significato della commemorazione venga oscurato da uno scontro sempre più aspro tra istituzioni, opposizione e forze della stessa maggioranza.
La posizione di Conficoni aggiunge quindi un nuovo tassello a una discussione che non si è chiusa con l’organizzazione dell’evento e che ora si allarga ai rapporti interni al centrodestra regionale. Il concerto per il cinquantenario del sisma, nato come appuntamento commemorativo, resta così al centro di una contesa politica destinata a far discutere ancora.