Concerto per il cinquantenario, Riccardi porta la vicenda in Procura: denunciati Giordano e Belpietro

L’assessore regionale contesta l’articolo pubblicato da La Verità sul concerto di Andrea Bocelli e chiede verifiche anche sul contesto politico della vicenda.

05 settembre 2026 05:21
Concerto per il cinquantenario, Riccardi porta la vicenda in Procura: denunciati Giordano e Belpietro -
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La polemica sul concerto di Andrea Bocelli legato al cinquantenario del terremoto del Friuli si sposta dal confronto politico alle aule giudiziarie. Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, ha depositato a Milano una denuncia-querela nei confronti del giornalista Mario Giordano e del direttore responsabile Maurizio Belpietro per un articolo uscito il 31 agosto su La Verità.

A comunicare il deposito dell’atto è stato il legale dell’assessore, l’avvocato Maurizio Miculan. Al centro dell’iniziativa c’è la contestazione di quanto scritto dal quotidiano sul costo dell’evento e sulle modalità con cui sarebbe stata affidata la sua organizzazione.

La linea dell’assessore: nessun ruolo nell’affidamento

Secondo Riccardi, la ricostruzione pubblicata sarebbe priva di fondamento nella parte in cui gli attribuirebbe un coinvolgimento personale nella procedura. L’assessore sostiene infatti di aver preso parte soltanto al Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli, costituito presso la Protezione civile.

Nella sua versione, il Comitato avrebbe condiviso l’indicazione di Andrea Bocelli come figura adatta a un appuntamento dal forte significato simbolico per il territorio, senza però che lui intervenisse nel passaggio successivo relativo all’assegnazione dell’organizzazione.

Riccardi respinge inoltre l’ipotesi che il figlio, oppure società a lui collegate, abbiano ricevuto incarichi riferiti alla preparazione o alla gestione della manifestazione.

Il titolo contestato e il contenuto dell’esposto

L’articolo finito al centro della querela era stato pubblicato con un titolo che collegava il concerto da 3 milioni di euro all’assessore e al socio del figlio. Proprio questo passaggio è uno dei punti su cui si concentra l’azione legale presentata a Milano.

Nell’esposto, Riccardi non si limita a chiedere tutela rispetto a ciò che ritiene lesivo della propria immagine. Domanda anche che la Procura valuti se dietro le pubblicazioni che lui definisce diffamatorie vi sia stata un’eventuale regia esterna di natura politica.

Il contesto politico richiamato nella denuncia

Tra gli elementi inseriti nell’atto compare anche il riferimento a un sondaggio SWG commissionato dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. Stando a quanto riportato nella querela, quel quadro collocherebbe Riccardi tra gli amministratori di centrodestra più graditi in Friuli Venezia Giulia, subito dopo il presidente Massimiliano Fedriga.

L’assessore richiama inoltre il fatto che, nelle ore successive all’uscita del pezzo de La Verità, un altro quotidiano nazionale sia tornato sullo stesso tema, nonostante il concerto si fosse già svolto da mesi e, secondo la tesi difensiva, senza novità tali da riaccendere il caso.

Ora la decisione spetta ai magistrati

Alla magistratura, sempre secondo quanto riferito dalla difesa, sarebbero stati consegnati anche ulteriori materiali raccolti negli ultimi giorni e ritenuti utili per eventuali approfondimenti. Sarà la Procura a valutare se aprire verifiche e quale peso attribuire ai fatti esposti nella denuncia.

Per la politica regionale il tema resta comunque aperto. Il concerto di Bocelli, nato come appuntamento simbolico per una ricorrenza molto sentita in Friuli, continua infatti a produrre effetti nel dibattito pubblico. Con il passaggio in sede giudiziaria, la vicenda entra ora in una fase nuova, nella quale saranno gli accertamenti a chiarire se le accuse contenute nell’articolo contestato abbiano o meno consistenza.

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