A Colloredo un volume racconta l’arte di Franco Maschio e il suo legame con il Friuli

Nel castello di Colloredo di Monte Albano la presentazione del libro dedicato allo scultore di Majano, tra memoria del territorio e richiamo al sisma del 1976.

24 aprile 2026 15:11
A Colloredo un volume racconta l’arte di Franco Maschio e il suo legame con il Friuli -
Condividi

Le sculture di Franco Maschio e il loro rapporto con la storia friulana sono state al centro dell’incontro ospitato nella sala convegni del castello di Colloredo di Monte Albano, dove è stato presentato il libro “Franco Maschio, semplicemente artista”.

Il volume, firmato da Marta Daneluzzi e Sonia Fattori, propone un percorso dedicato all’opera dello scultore di Majano, mettendo in luce una produzione artistica profondamente intrecciata con il territorio da cui nasce.

Alla serata hanno preso parte, oltre alle autrici e allo stesso Maschio, anche il presidente della Comunità collinare del Friuli Luigino Bottoni e il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil, intervenuto per portare il saluto della Regione.

Un artista letto attraverso la storia del Friuli

Nel suo intervento, Anzil ha richiamato il valore delle opere di Maschio come testimonianza capace di raccontare la comunità friulana, le sue radici e la sua capacità di dialogare con identità diverse senza perdere lo sguardo verso il domani.

Il vicegovernatore ha anche sottolineato l’importanza delle iniziative culturali che prendono forma in Friuli e che contribuiscono a rafforzare il patrimonio identitario della regione, inserendo la presentazione del libro in questo percorso di valorizzazione.

Uno dei passaggi più significativi della serata ha riguardato il legame, diretto o indiretto, tra molte delle sculture di Maschio e il terremoto del 1976. Un riferimento che rende la pubblicazione particolarmente significativa nel cammino di memoria che accompagna l’avvicinarsi del cinquantesimo anniversario del sisma.

Solidarietà e ricostruzione nelle opere

Anzil ha evidenziato come nei lavori dell’artista emerga con forza anche il tema della solidarietà, considerata una delle basi su cui il Friuli ha costruito la propria rinascita dopo il terremoto.

In questa lettura, le sculture non vengono viste soltanto come espressioni artistiche, ma anche come segni capaci di conservare e trasmettere una memoria collettiva fatta di dolore, reazione e ricostruzione.

Sculture pensate per stare tra le persone

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il rapporto costante tra Franco Maschio e la sua terra, un legame che la Regione ha voluto riconoscere anche per la capacità dell’artista di portare l’identità friulana oltre i confini regionali e nazionali.

Un ultimo passaggio ha riguardato la dimensione pubblica delle sue opere, spesso pensate per piazze e spazi condivisi. Una scelta che permette all’arte di entrare nella vita quotidiana, rendendo bellezza ed emozione accessibili a chi vive il territorio e a chi lo visita.

La presentazione di Colloredo ha così offerto non solo l’occasione per conoscere un nuovo volume dedicato a Maschio, ma anche un momento di riflessione sul ruolo che l’arte può avere nel custodire la memoria e nel raccontare il Friuli contemporaneo.

Segui Prima Friuli