Colloredo, il castello torna a mostrarsi: a settembre 2026 visite nell’Ala Nievo

La frasca sul mastio ha accompagnato il licôf di cantiere. Per il cinquantenario del sisma è già fissato il primo appuntamento pubblico.

02 agosto 2026 03:00
Colloredo, il castello torna a mostrarsi: a settembre 2026 visite nell’Ala Nievo -
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Per Colloredo di Monte Albano si avvicina un passaggio atteso da molti anni: nel settembre 2026 una parte del castello tornerà accessibile con l’apertura dell’Ala Nievo, inserita nel calendario delle iniziative dedicate ai cinquant’anni dal terremoto del Friuli.

Le giornate indicate sono quelle di sabato 19 e domenica 20 settembre 2026. Saranno il primo momento di riavvicinamento pubblico a uno dei luoghi più emblematici della ricostruzione friulana, ferito profondamente dal sisma del 1976 e rimasto per decenni al centro di un recupero lungo e complesso.

Un segnale concreto dal cantiere

A dare il senso della fase raggiunta è stato il licôf celebrato in queste ore nel complesso castellano. La frasca issata sul mastio, secondo una tradizione radicata nel mondo edilizio friulano, indica il superamento della parte più pesante dell’intervento e accompagna simbolicamente l’avvicinarsi della conclusione.

Nel caso di Colloredo, quel gesto ha un peso che va oltre il rito di cantiere. Il maniero è infatti tra i luoghi che più di altri raccontano, anche visivamente, la lunga stagione della ricostruzione seguita al terremoto.

Le date già fissate per il ritorno del pubblico

L’apertura dell’Ala Nievo è stata programmata per il 19 e 20 settembre del prossimo anno e rientra nel percorso regionale pensato per ricordare il cinquantenario del sisma. L’obiettivo è restituire alla comunità almeno una parte significativa del complesso in una ricorrenza che per il Friuli conserva un valore civile, storico e identitario molto forte.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha collegato questo passaggio al conto alla rovescia verso la riconsegna del castello, indicando il recupero come uno dei risultati più rilevanti maturati nell’ambito della ricostruzione post terremoto.

Un bene identitario per il Friuli collinare

Il castello di Colloredo non rappresenta soltanto un edificio di pregio architettonico. Per il territorio dell’area collinare udinese è anche un riferimento culturale e storico, entrato da tempo nell’immaginario friulano per il legame con figure come Ermes di Colloredo e Ippolito Nievo.

Castello di Colloredo, licôf in cantiere: riapre l’Ala Nievo il 19 e 20 settembre 2026

Secondo la Regione, l’intervento condotto sul complesso rientra tra le operazioni più impegnative affrontate dopo il sisma del 1976. Proprio per questo la riapertura dell’Ala Nievo assume un significato che supera il singolo cantiere e si inserisce nel racconto più ampio della rinascita di molti luoghi simbolo del Friuli.

Tra memoria e rilancio culturale

Il recupero del maniero guarda anche al futuro, non solo alla conservazione della memoria. La prospettiva è quella di restituire al territorio una sede capace di rafforzare l’offerta culturale e di attrarre visitatori, valorizzando un sito che per storia e posizione può avere un ruolo importante nel circuito turistico regionale.

La tappa del settembre 2026 segnerà così un ritorno concreto, in un anniversario che per il Friuli richiama insieme dolore, ricostruzione e capacità di ripartenza. Per Colloredo sarà soprattutto l’inizio di una nuova stagione pubblica per una parte del suo castello più conosciuto.

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