Colli Orientali, a Manzano prende forma il bacino irriguo pensato contro le estati secche

Il cantiere finanziato dalla Regione punta a dare supporto a 200 ettari di colture di pregio nell’area di Manzano e dei Colli Orientali.

05 novembre 2026 00:52
Colli Orientali, a Manzano prende forma il bacino irriguo pensato contro le estati secche -
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Nei Colli Orientali la sfida dell’acqua passa anche da Manzano, dove sta avanzando il cantiere del nuovo invaso artificiale destinato a sostenere l’irrigazione delle colture di maggior valore in una zona sempre più esposta a lunghi periodi senza pioggia.

Il punto sull’intervento è stato fatto durante una visita con il Consorzio di bonifica Pianura friulana, il Comune di Manzano e le principali sigle del mondo agricolo del territorio, da Coldiretti a Confagricoltura, passando per CIA e COPAGRI. Al centro del confronto, l’utilità concreta dell’opera per un’area dove la viticoltura risente con crescente frequenza degli squilibri climatici.

Un tassello del piano regionale

L’intervento non è isolato, ma rientra in un programma più ampio che prevede quattro invasi sostenuti dall’assessorato regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche con uno stanziamento complessivo superiore a 13 milioni di euro, deciso nel 2023 per contenere gli effetti della siccità sulle produzioni agricole.

Come ha spiegato il direttore generale Armando Di Nardo, il sistema degli invasi è stato sviluppato nell’arco di tre anni per offrire una risposta strutturale ai cambiamenti climatici e difendere la tenuta economica delle aziende. Oltre al cantiere di Manzano, è previsto un invaso a Corno di Rosazzo, in attesa dei passaggi autorizzativi e urbanistici necessari, mentre due ulteriori opere sono programmate nel comune di Premariacco, ma richiedono nuove risorse.

Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi
Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi

Come funzionerà l’opera di Manzano

Il progetto prevede la realizzazione di un bacino irriguo da 22 mila metri cubi, ricavato sfruttando anche il naturale andamento del terreno in un’area segnata dalla presenza di una ex cava. La struttura sarà resa impermeabile con geo-membrane, soluzione scelta per limitare la dispersione dell’acqua e tutelare la stabilità degli argini.

La funzione del serbatoio sarà quella di accumulare risorsa idrica nei periodi più favorevoli, in particolare tra autunno e primavera, così da poterla rendere disponibile nei mesi estivi quando le colture soffrono maggiormente la carenza d’acqua. Secondo il RUP dei lavori, l’ingegnera Alessandra Tonelli, il beneficio atteso riguarda sia la continuità produttiva delle aziende sia la qualità delle produzioni vitivinicole del comprensorio.

Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi
Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi

I numeri dell’irrigazione prevista

Gli impianti di pompaggio sono stati dimensionati per servire complessivamente 200 ettari di terreni destinati a colture di pregio. La prima tranche dei lavori, già avviata, dispone di un finanziamento pari a 3,6 milioni di euro e consentirà di coprire 156 ettari.

Per estendere il servizio ai restanti 40 ettari sarà invece necessario un ulteriore apporto economico. L’approvvigionamento idrico avverrà tramite due pozzi che attingeranno alla falda freatica, mentre la distribuzione sarà affidata a una rete di condotte in pressione pensata per migliorare l’efficienza del sistema.

Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi
Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi

Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi
Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi

Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi
Manzano, sopralluogo al cantiere dell’invaso irriguo da 22mila metri cubi

Il confronto con il territorio agricolo

La presidente del Consorzio, Rosanna Clocchiatti, ha sottolineato che il sopralluogo è servito anche a verificare direttamente lo stato di avanzamento dell’opera e ad aprire un confronto con amministratori e categorie sulle strategie da adottare in Friuli Venezia Giulia per fronteggiare la carenza idrica.

Il messaggio emerso è che gli invasi possono rappresentare una risposta utile, ma non sufficiente da sola. Per questo il Consorzio richiama la necessità di affiancare a queste opere altri interventi, dal risparmio idrico all’ammodernamento degli impianti irrigui, fino alla manutenzione dei canali e alla conversione dei sistemi più tradizionali verso soluzioni più efficienti. A Manzano, intanto, il cantiere viene osservato come uno dei passaggi più concreti per dare maggiore resilienza all’agricoltura dei Colli Orientali.

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