Codroipo, a Villa Manin il raro prestito da Vienna: Klimt in mostra fino al 6 settembre

Nel salone centrale della villa è esposta la “Nuda Veritas”, arrivata eccezionalmente dal museo viennese per un percorso dedicato all’artista e ai suoi legami con l’Italia.

21 maggio 2026 03:40
Codroipo, a Villa Manin il raro prestito da Vienna: Klimt in mostra fino al 6 settembre -
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Per l’estate culturale friulana, Villa Manin si assicura un’opera che da sola basta a richiamare l’attenzione ben oltre i confini regionali. Da oggi, negli spazi della residenza di Codroipo, il pubblico può vedere la “Nuda Veritas” di Gustav Klimt, concessa in prestito in via eccezionale da Vienna e visitabile fino al 6 settembre.

Il dipinto occupa il cuore dell’allestimento, nel salone centrale della villa, all’interno di un progetto espositivo promosso da Erpac Fvg con MondoMostre e realizzato insieme al Kunsthistorisches Museum e al Theatermuseum di Vienna. La presenza del quadro in Friuli Venezia Giulia è stata presentata come uno degli elementi di maggiore rilievo della stagione espositiva di Villa Manin.

All’inaugurazione ha preso parte il vicegovernatore e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil, che ha rimarcato il valore dell’arrivo dell’opera a Codroipo, sottolineando quanto sia insolito che un lavoro di questo livello lasci il museo viennese. Accanto a lui erano presenti anche il vicedirettore del Kunsthistorisches Museum Franz Pichorner, la direttrice di Erpac Lydia Alessio Verni, l’amministratore delegato di MondoMostre Simone Todorow di San Giorgio e la curatrice Cäcilia Bischoff.

Un’opera simbolo nel cuore del Friuli

Nel suo intervento, Anzil ha definito la tela un lavoro di rilievo mondiale, legando la sua presenza a Villa Manin alla crescita del ruolo culturale del Friuli Venezia Giulia nello scenario europeo. Il messaggio emerso durante la presentazione è quello di una regione che punta a farsi riconoscere anche attraverso appuntamenti di forte richiamo artistico.

Il riferimento è anche al carattere di frontiera del territorio, richiamato come tratto identitario capace di mettere in dialogo esperienze locali e grandi nomi della scena internazionale. In questa chiave, l’arrivo di Klimt a Codroipo viene letto non come episodio isolato, ma come parte di una strategia culturale più ampia.

Anzil ha inoltre insistito sul rapporto tra il dipinto e gli ambienti storici della villa, evocando il confronto visivo tra il quadro, le sale della residenza e gli affreschi del Dorigny. L’idea proposta è quella di una visita che non si esaurisce nell’opera in sé, ma che trova senso anche nell’incontro con il luogo che la ospita.

Come si sviluppa la visita

Il percorso della mostra è costruito per accompagnare il visitatore verso il dipinto attraverso più passaggi. Le sale iniziali introducono la figura di Gustav Klimt, soffermandosi sulla sua biografia e sui rapporti che l’artista ebbe con l’Italia.

Una parte dell’esposizione approfondisce poi i significati che ruotano attorno alla “Nuda Veritas”, prima di condurre al salone centrale dove l’opera è collocata come fulcro dell’itinerario. Nell’ultima sezione, il quadro viene rimesso in relazione con il contesto storico e decorativo di Villa Manin, così da chiudere il percorso sul dialogo tra capolavoro e architettura.

Villa Manin e la sfida delle grandi mostre

Durante la presentazione è stato richiamato anche il percorso di crescita del complesso di Codroipo, che negli ultimi anni ha consolidato la propria immagine come sede di mostre di respiro nazionale e internazionale. La Regione, è stato ricordato, ha investito su Villa Manin come punto strategico della propria proposta culturale.

Il risultato, secondo quanto emerso all’inaugurazione, è un centro espositivo capace di attrarre pubblico da fuori regione e di ospitare produzioni pensate per essere esperienze uniche, non semplici appuntamenti di calendario. L’arrivo della “Nuda Veritas” si inserisce proprio in questa linea e rafforza il profilo di Codroipo come tappa sempre più centrale per chi segue le grandi esposizioni in Friuli.

Per il pubblico friulano, la possibilità di vedere da vicino un’opera così raramente concessa rappresenta quindi un’occasione concreta e limitata nel tempo. Fino al 6 settembre, Villa Manin aggiunge alla propria offerta una presenza destinata a segnare questa stagione espositiva.

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