Clima, il Consiglio regionale ferma la proposta del commissario: scontro politico in Friuli Venezia Giulia

Respinta la mozione delle opposizioni per una cabina di regia straordinaria sul clima. Moretuzzo accusa la Giunta di sottovalutare l’emergenza.

15 settembre 2026 20:23
Clima, il Consiglio regionale ferma la proposta del commissario: scontro politico in Friuli Venezia Giulia -
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La gestione della crisi climatica torna al centro del confronto politico in Friuli Venezia Giulia, ma dall’aula del Consiglio regionale arriva uno stop alla proposta avanzata dalle opposizioni. La maggioranza di centrodestra ha infatti respinto la mozione che chiedeva di istituire, a partire dal 1° dicembre 2026, un commissario straordinario dedicato al coordinamento delle politiche regionali di mitigazione e adattamento.

Il documento portava la prima firma di Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, ed era sostenuto dagli altri gruppi di minoranza. Nelle intenzioni dei proponenti, la nuova figura avrebbe dovuto seguire l’attuazione delle misure regionali sul clima e accompagnare il percorso verso gli obiettivi fissati dal Green Deal europeo.

Il nodo politico aperto in aula

Per Moretuzzo, il voto contrario rappresenta un segnale preciso: secondo l’esponente dell’opposizione, la Giunta non starebbe dando alla questione climatica il peso richiesto dalla situazione del territorio. La critica arriva in una fase in cui, sottolinea il consigliere, la regione è già esposta a effetti sempre più evidenti tra ondate di calore, eventi meteorologici intensi e maggiore vulnerabilità ambientale.

Nella sua lettura, non manca un riferimento diretto all’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro. Moretuzzo contesta alcune sue posizioni, giudicate lontane dal quadro scientifico richiamato dalla mozione e incompatibili, secondo l’opposizione, con il ruolo istituzionale di chi segue le politiche ambientali regionali.

I numeri richiamati da Arpa Fvg

Tra gli elementi usati per sostenere la proposta ci sono i dati diffusi da Arpa Fvg. Moretuzzo richiama in particolare quanto registrato nell’agosto 2026, quando in pianura la temperatura media si è collocata fra 26 e 27 gradi.

Secondo i numeri citati nella mozione, si tratta di valori superiori di circa 2,5 gradi rispetto alla media dell’ultimo decennio e di 3 gradi rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020. Per l’opposizione, questi dati rafforzano la necessità di una struttura di coordinamento stabile, capace di seguire interventi, priorità e tempi della transizione ecologica sul piano regionale.

Acqua e infrastrutture tra le urgenze indicate

Uno dei capitoli più rilevanti, nella ricostruzione di Moretuzzo, riguarda l’acqua. Il consigliere ricorda che già nel 2020 i gestori del Servizio idrico integrato avevano presentato un Masterplan per rafforzare la rete e le infrastrutture, senza che a quel lavoro sia seguita, a suo giudizio, una risposta concreta da parte della politica regionale.

Il problema principale resta quello delle dispersioni: secondo quanto sostenuto dal capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, oggi va perduto circa il 40 per cento dell’acqua lungo la rete. Da qui la richiesta di un piano straordinario da 100 milioni di euro all’anno per tre anni, destinato a ridurre le perdite, ammodernare gli impianti e rendere più sicuro l’intero sistema idrico del Friuli Venezia Giulia.

Le accuse alla maggioranza dopo il voto

Nel commentare la bocciatura, Moretuzzo sostiene che la Regione disponga già di competenze tecniche, studi e strumenti normativi utili per intervenire. A mancare, secondo lui, sarebbe invece una decisione politica netta, in grado di trattare la questione climatica come una priorità immediata e non come un tema secondario.

L’esponente dell’opposizione avverte che i prossimi anni potrebbero portare conseguenze sempre più pesanti anche per il Friuli Venezia Giulia: più incendi, più alluvioni, minore disponibilità d’acqua per l’agricoltura e difficoltà crescenti nell’approvvigionamento idrico. In questo quadro, il no della maggioranza viene interpretato dalle minoranze come un ulteriore rinvio su misure considerate urgenti per la tenuta del territorio.

La discussione politica, quindi, non si chiude con il voto in aula. La bocciatura della mozione lascia aperto il confronto su come la Regione intenda organizzare, finanziare e coordinare le proprie scelte in materia ambientale, in un passaggio che per il Friuli Venezia Giulia riguarda non solo la pianificazione, ma anche la capacità di rispondere ai cambiamenti già in corso.

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