Claut guarda a Belluno per la sanità: ok della Regione all’intesa con il Veneto

Per i residenti della Valcellina accesso ai servizi dell’Ulss 1 Dolomiti fino al 2027. La scelta punta a rendere più vicine cure, emergenza e prestazioni specialistiche.

21 ottobre 2026 11:40
Claut guarda a Belluno per la sanità: ok della Regione all’intesa con il Veneto -
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Per chi vive a Claut, la distanza dai servizi sanitari pesa più che altrove. È da questo dato concreto, legato alla geografia della Valcellina, che prende forma il via libera della Regione Friuli Venezia Giulia alla convenzione con il Veneto per consentire ai residenti del paese di utilizzare alcune prestazioni dell’Ulss 1 Dolomiti di Belluno.

La decisione è stata approvata dalla Giunta regionale il 16 ottobre, su proposta dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi. L’intesa riguarda circa 850 abitanti e avrà efficacia dalla firma fino al 31 dicembre 2027, allineandosi alla durata degli accordi già attivi per Cimolais ed Erto e Casso.

A darne notizia è il consigliere regionale Markus Maurmair, che sottolinea come questa soluzione risponda a una richiesta arrivata dal territorio e già rappresentata in passato dall’amministrazione comunale di Claut e dalla popolazione.

Una risposta alle esigenze della montagna

Il punto centrale dell’accordo è la prossimità dei servizi. Dal municipio di Claut, raggiungere l’ospedale di Maniago richiede oltre quaranta minuti lungo la viabilità montana, mentre la postazione di soccorso di Longarone risulta più vicina. È proprio questa condizione a spiegare la scelta di estendere anche a Claut un modello già adottato nei vicini comuni di confine.

Per un’area come la Valcellina, dove spostamenti e tempi di percorrenza incidono sulla vita quotidiana, la possibilità di rivolgersi a strutture più accessibili viene letta come un intervento che può alleggerire i disagi delle famiglie e rendere più semplice l’accesso alle cure.

Quali prestazioni saranno disponibili

L’accordo prevede che, nelle situazioni di emergenza, possano essere attivati anche i mezzi di soccorso del versante veneto, su richiesta della Centrale operativa regionale 112. Tra questi rientrano l’ambulanza di Longarone e l’elisoccorso di Pieve di Cadore.

Non si parla solo di urgenze. I cittadini di Claut potranno rivolgersi anche agli specialisti dell’area bellunese per visite e trattamenti, comprese attività come riabilitazione e dialisi. Le prescrizioni saranno accolte in base alle priorità indicate dai medici delle due regioni.

Nel perimetro della convenzione rientrano inoltre l’accesso all’hospice di Belluno, con pratiche seguite dal distretto delle Dolomiti friulane di Maniago, e la possibilità di utilizzare la residenza diurna per persone con disabilità presente nel territorio bellunese.

Il passaggio finale tra le due Regioni

Dopo l’approvazione dello schema, resta ora la sottoscrizione formale da parte di Friuli Venezia Giulia e Veneto. Solo con questo ultimo passaggio l’intesa entrerà pienamente in vigore.

Secondo Maurmair, il provvedimento rappresenta un segnale importante per Claut e più in generale per le comunità di montagna, dove la vicinanza ai servizi essenziali può incidere sulla qualità della vita e sulla possibilità di continuare a vivere in questi territori. La convenzione si inserisce nel sistema degli accordi interregionali sulla mobilità sanitaria, pensati proprio per dare risposte più pratiche alle aree di confine.

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