Cividale, Mittelyoung accende il venerdì: in scena paure digitali e un debutto tra butō e clownerie
Il 15 maggio a Santa Maria dei Battuti doppio appuntamento con Arman Kupelyan e divanoproject, più il Cit Ciat aperto al pubblico nel Chiostro.
A Cividale del Friuli il venerdì di Mittelyoung 2026 prende la strada di un confronto diretto con le inquietudini del presente. Il festival under 30 collegato a Mittelfest PAURA concentra il 15 maggio tre momenti nello spazio di Santa Maria dei Battuti: due spettacoli e un incontro libero con gli artisti, costruendo una serata che unisce ricerca scenica, linguaggi contemporanei e dialogo con il pubblico.
Il filo scelto per questa edizione è la paura, tema attorno al quale il direttore artistico Giacomo Pedini ha composto il programma della rassegna in calendario dal 14 al 17 maggio. Nella giornata di venerdì, però, il percorso non procede in un’unica direzione: passa dal corpo e dall’assurdo del circo contemporaneo fino alle distorsioni del racconto nell’epoca digitale.
La sera si chiude con un live podcast teatrale
L’ultimo appuntamento della giornata è fissato alle 21, ancora alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti, con Un live podcast del collettivo italiano divanoproject, diretto da Giammarco Pignatiello. Il lavoro è stato premiato attraverso il bando Testinscena2024 della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro.
Al centro della scena ci sono quattro giovani coinvolti nella realizzazione di un podcast per un concorso dedicato ai nuovi talenti. Quando uno di loro decide di non alterare una vicenda personale realmente vissuta per renderla più efficace, il gruppo si trova davanti a una domanda che tocca da vicino il nostro tempo: fino a che punto un racconto può essere piegato senza tradire i fatti?
Lo spettacolo intreccia questo conflitto con il riferimento a Otello, facendo scivolare progressivamente la vicenda in una dimensione disturbante, dove percezione, frequenze e narrazione si contaminano. Il risultato è una riflessione sulle forme della manipolazione e su ciò che oggi può essere riconosciuto, o nascosto, come violenza.
Il testo porta la firma di Marzio Gandola e Margherita Fusi Fontana. Le scene sono di Gaia Fossati, mentre sul palco ci sono Maria Canino, Michele Correra, Alessandra Curia e Gionata Soncini. La produzione è di divanoproject / Centro R. A. T., con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi per il teatro e Campo Teatrale, in collaborazione con Eccentrici Dadarò e con il sostegno di Mittelfest2026. La durata annunciata è di 75 minuti.
Prima, il debutto nazionale di Arman Kupelyan
Ad aprire il programma, alle 18.30, sarà Chuck My Life di Arman Kupelyan, artista della Repubblica Ceca, presentato in prima nazionale. Anche in questo caso la sede è la Chiesa di Santa Maria dei Battuti, che ospita un lavoro in cui il linguaggio del butō giapponese viene attraversato da una sensibilità clownesca.
Il personaggio di Chuck prova a stare dentro una normalità fatta di abitudini ripetute e modelli appresi senza comprenderne davvero il senso. Intorno a lui si affollano consigli, formule e indicazioni da presunti esperti di vita, mentre l’unico spazio di felicità sembra concentrarsi in un’ossessione precisa: i palloncini gonfiabili.
Da questa immagine prende forma uno spettacolo che mette insieme fragilità, ironia e tensione fisica. Kupelyan è autore e interprete del lavoro; scene e costumi sono firmati da Lidya Arinna Emir, il suono è di Štěpán Plíva, le luci di Matěj Šumbera. Tecnico luci è Lukáš Klíma, tecnico di palco Jana Stárkov. Produce Špatné divadlo, con il sostegno di Mittelfest2026. Durata prevista: 70 minuti.
Nel Chiostro il confronto diretto con gli artisti
Tra i due spettacoli, alle 19.45, il programma si sposta nel Chiostro di Santa Maria dei Battuti per un nuovo appuntamento dei Cit Ciat, a ingresso libero. Saranno protagonisti il duo sloveno Duplina, già in scena la sera precedente, e lo stesso Arman Kupelyan.
L’incontro offrirà al pubblico la possibilità di entrare più da vicino nei processi creativi, con un focus sul butō, sulla clownerie e sull’immaginario scenico costruito in Chuck My Life, dove il bianco dei palloncini diventa elemento ricorrente e segno visivo centrale.
Per Cividale è una serata che conferma il ruolo di Mittelyoung come spazio di osservazione sui linguaggi emergenti dell’area mitteleuropea. Tra debutti, confronto aperto e drammaturgie che interrogano il presente, il 15 maggio propone un percorso compatto ma molto diverso nei registri, capace di parlare sia a chi segue il festival da vicino sia a chi sceglie di entrarvi per una singola tappa.