Manzano porta il Premio Caterina Percoto al Salone di Torino: da lì parte l’edizione 2026

Il concorso letterario friulano si presenta per la prima volta al Lingotto: venerdì 15 maggio il lancio del nuovo bando nello spazio del Friuli Venezia Giulia.

14 maggio 2026 10:50
Manzano porta il Premio Caterina Percoto al Salone di Torino: da lì parte l’edizione 2026 -
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Una vetrina nazionale per un premio che affonda le radici nella cultura friulana. Il Comune di Manzano presenterà al Salone Internazionale del Libro di Torino il bando 2026 del Premio letterario “Caterina Percoto”, segnando per l’iniziativa il debutto ufficiale nella manifestazione torinese.

L’appuntamento è fissato per venerdì 15 maggio alle 10.30, nello stand della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia all’interno del Padiglione Oval del Lingotto. Per il concorso biennale è un passaggio che allarga il raggio d’azione oltre il contesto regionale e lo colloca davanti al pubblico di una delle principali manifestazioni italiane dedicate ai libri.

Un passaggio che porta il Friuli al centro della scena

La presenza a Torino rientra nel programma di iniziative promosso dalla Regione durante il Salone. Per Manzano, però, l’appuntamento ha anche un valore simbolico preciso: l’undicesima edizione prende il via in un contesto capace di dare visibilità nazionale a un percorso culturale costruito negli anni attorno alla figura di Caterina Percoto.

Dopo la presentazione del bando, il calendario del premio proseguirà con un’altra tappa già definita, quella della proclamazione dei vincitori prevista per il 25 novembre. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è invece in programma a febbraio 2027.

Chi rappresenterà Manzano al Lingotto

A illustrare contenuti e linee del concorso sarà una delegazione del Comune guidata dalla vicesindaca e assessora alla Cultura Silvia Parmiani. Con lei parteciperanno anche Elisabetta Pozzetto, presidente della giuria, e Valentina Gasparet, componente della commissione tecnica.

Secondo Parmiani, la partecipazione al Salone rappresenta un motivo di soddisfazione per l’amministrazione comunale e un’occasione per dare spazio a scrittrici e scrittori di generazioni diverse nel nome di Caterina Percoto. La vicesindaca richiama anche l’evoluzione del premio, che nell’ultima edizione ha aperto una sezione dedicata ai racconti realizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Le radici friulane del premio e le sezioni in concorso

Il riconoscimento è intitolato a una delle figure più significative della cultura ottocentesca legata al Friuli. Caterina Percoto, nata a San Lorenzo di Soleschiano, vicino a Manzano, resta una personalità centrale non solo per la letteratura locale ma anche per il suo posto nella storia culturale italiana.

Il concorso nasce proprio con l’obiettivo di tenerne viva l’eredità attraverso il racconto, puntando su nuove voci e sul confronto tra sensibilità differenti. L’edizione 2026 confermerà questa impostazione, mantenendo insieme l’attenzione per la scrittura narrativa più tradizionale e l’apertura verso linguaggi contemporanei.

Il tema scelto per il nuovo bando sarà reso noto durante la presentazione torinese. Le sezioni previste restano tre: Adulti, Ragazzi e Intelligenza Artificiale, formula che continua a distinguere il premio nel panorama delle iniziative letterarie del territorio.

La giuria: occasione per allargare il confronto

Per la presidente della giuria Elisabetta Pozzetto, la presenza al Salone consente di inserire il Premio Caterina Percoto in un confronto più ampio, capace di far conoscere sia la figura della scrittrice sia il lavoro culturale sviluppato attorno al concorso. L’auspicio è che questa vetrina favorisca l’incontro con nuovi autori e nuove sensibilità narrative.

Per il Friuli è anche un modo per portare fuori regione una parte della propria tradizione letteraria senza rinunciare a uno sguardo sul presente. Il passaggio di Torino, in questo senso, non è soltanto una presentazione formale del bando, ma un momento in cui Manzano prova a far dialogare identità locale e scena nazionale.

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