Ciclovia tra laguna e riviera, nel cantiere friulano arriva una nuova tecnica per la pista
Nel segmento tra Carlino e Titiano, verso Marano Lagunare, viene sperimentata una posa con calcestruzzo estruso fibrorinforzato sviluppato a San Vito al Tagliamento.
Nel cantiere della TRILIVE che interessa l’area di Marano Lagunare compare una soluzione tecnica mai utilizzata finora su questo genere di opera lungo il tracciato. Il segmento compreso tra Carlino e Titiano, nel comune di Precenicco, viene infatti realizzato con un calcestruzzo estruso fibrorinforzato messo a punto in Friuli.
La novità riguarda un’infrastruttura destinata a inserirsi nel collegamento ciclabile tra la riviera regionale e il Veneto orientale, con un impatto che guarda non solo alla mobilità dolce ma anche alla fruizione turistica di una delle zone più attrattive del territorio.
La miscela nasce nei laboratori di San Vito
A sviluppare il materiale è stata Alpacem Calcestruzzi Italia, realtà con sede a San Vito al Tagliamento. La particolarità del sistema sta nel metodo di realizzazione: la pista viene formata senza le tradizionali casseforme, usando una macchina che spinge il materiale e lo sagoma direttamente lungo il percorso previsto.
Il risultato atteso è una struttura continua, più omogenea e compatta. In base alle caratteristiche del progetto, questa modalità dovrebbe permettere una maggiore regolarità esecutiva e una riduzione dei tempi di lavorazione rispetto ai sistemi più consueti.
Angelo Poloni, Responsabile Ricerca & Sviluppo di Alpacem Calcestruzzi Italia, spiega che “Il calcestruzzo estruso rappresenta una soluzione innovativa che ci permette di realizzare infrastrutture più precise, uniformi e durature, riducendo anche i tempi di lavorazione in cantiere. La miscela sviluppata nei nostri laboratori è stata progettata proprio per garantire queste prestazioni, con benefici concreti per la qualità dell’opera e per le comunità che la utilizzeranno”.
Un tassello del tracciato TRILIVE
L’intervento fa parte del progetto della ciclovia TRILIVE, affidato alle imprese Costruzioni Cicuttin Srl e Costruzioni Spiega Srl. L’opera complessiva prevede circa 60 chilometri di percorso tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, con un quadro economico da 33 milioni di euro sostenuto in gran parte da fondi PNRR.
Il lotto in esecuzione nell’area di Marano si inserisce quindi in una rete più ampia, pensata per collegare territori costieri e zone di interesse ambientale. In una fascia come quella lagunare e rivierasca, il rafforzamento dei percorsi ciclabili viene letto anche come leva per rendere più accessibili località e paesaggi del Friuli.
Ricadute locali e presenza industriale in regione
La sperimentazione assume un valore particolare anche perché coinvolge un’azienda radicata sul territorio regionale. Alpacem Italia riunisce Alpacem Cementi Italia Spa, Fanna Cementi Srl e Alpacem Calcestruzzi Italia Srl, cioè le attività italiane di Wietersdorfer Alpacem.
Tra la sede di San Vito al Tagliamento e le altre unità operative presenti in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, il gruppo produce cemento, calcestruzzo e leganti per diversi impieghi. In Italia conta 14 siti produttivi, oltre 160 addetti, una cementeria e un centro di macinazione.
La capogruppo Wietersdorfer Alpacem GmbH ha sede a Wietersdorf, in Austria, ed è attiva nell’area Alpe-Adria nel campo del cemento, dei leganti, del calcestruzzo e delle materie prime minerali. Complessivamente Alpacem supera i 760 dipendenti distribuiti in 29 sedi tra Austria, Italia e Slovenia. Il tratto friulano della TRILIVE diventa così anche una vetrina concreta per una tecnologia sviluppata vicino a casa e applicata a un’opera che guarda alla mobilità del futuro.