Ciclovia dell’Isonzo, il nuovo tratto non basta: restano buchi lungo l’asse tra Gorizia e Staranzano
Dopo l’apertura fra Fogliano e Turriaco, Enrico Bullian torna sul progetto FVG5 e segnala ritardi, tratti mancanti e cantieri che ne limitano l’uso.
Per chi guarda alla mobilità ciclabile nell’Isontino come a una rete da usare davvero, l’apertura del segmento tra Fogliano e Turriaco rappresenta solo un passaggio intermedio. Il nodo, secondo il consigliere regionale Enrico Bullian, resta infatti la continuità dell’intero tracciato della FVG5 dell’Isonzo, che oggi non sarebbe ancora garantita.
Il consigliere, esponente del Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, osserva che il tratto inaugurato nei giorni scorsi era di fatto pronto da tempo. Per questo, a suo giudizio, il punto centrale non è la cerimonia di apertura ma ciò che ancora manca per rendere davvero utilizzabile il collegamento lungo tutto l’asse previsto.
Un itinerario pensato per unire territori e paesaggio
La ciclovia è stata immaginata come collegamento tra Gorizia e le foci dell’Isonzo, fino a Staranzano, attraversando un’area di forte interesse ambientale e paesaggistico. Nelle intenzioni, il percorso avrebbe dovuto inserirsi anche nella relazione con i tratti già sviluppati oltreconfine, in Slovenia, assumendo un peso particolare anche nell’anno di Go!2025.
Bullian ricorda di avere già espresso nei mesi scorsi una valutazione positiva sui lavori ora aperti al pubblico. Ma distingue il giudizio sul singolo segmento da quello sull’opera complessiva, che considera ancora lontana dal traguardo.
I punti che restano aperti
Tra le criticità indicate c’è anzitutto la parte dell’Alto Isontino, fra Gorizia e Gradisca. Secondo quanto riferito dal consigliere, per quel tratto non si è ancora arrivati né a una progettazione definita né tantomeno alla realizzazione, pur trattandosi di una sezione fondamentale del percorso affidata da Regione a Edr Gorizia.
Un altro passaggio ritenuto decisivo riguarda il ponte ciclabile sull’Isonzo tra Fogliano-Sagrado e Gradisca. Per Bullian si tratta di un’infrastruttura essenziale per consentire l’attraversamento del fiume in sicurezza, ma anche in questo caso l’opera sarebbe ancora ferma alla fase progettuale.
La situazione, aggiunge, pesa sulla tenuta complessiva della FVG5, che dovrebbe invece offrire un itinerario lineare, senza salti o interruzioni, adatto sia agli spostamenti sia alla fruizione turistica del territorio.
Nel Basso Isontino il problema dei cantieri che si sovrappongono
Le osservazioni del consigliere riguardano poi anche il tratto compreso tra Sagrado e Staranzano. Qui i lavori sulla ciclovia risultano eseguiti, ma l’area è interessata contemporaneamente dagli interventi di rafforzamento degli argini del fiume. La diaframmatura in corso, sostiene Bullian, sta incidendo sul percorso già realizzato.
La conseguenza sarebbe l’interruzione dell’itinerario in località Marcorina, nel comune di San Canzian, poco oltre il segmento inaugurato a Turriaco. In pratica, sempre secondo il consigliere regionale, oggi sarebbe percorribile senza stop soltanto una parte limitata della ciclovia.
Il tema del coordinamento tra enti
Bullian richiama anche un’interrogazione depositata nel 2023, con cui aveva sollevato il problema della frammentazione tra i soggetti coinvolti, in particolare Edr Gorizia e Fvg Strade. La richiesta era quella di una programmazione più ordinata e di un raccordo più efficace anche con la direzione Ambiente, proprio per evitare interferenze con i lavori sugli argini.
Per il consigliere, una regia diversa avrebbe potuto contenere ritardi e discontinuità su un’infrastruttura considerata strategica per la mobilità sostenibile del Friuli Venezia Giulia e per la valorizzazione dell’area isontina. Il tema, quindi, non si chiude con il taglio del nastro di un singolo tratto: l’attenzione resta puntata sull’avanzamento della progettazione e dei cantieri necessari a completare davvero la ciclovia dell’Isonzo.