Chions, falso set per i social scatena l’allarme: quattro denunciati dopo l’intervento dei carabinieri

In via Maestri del Lavoro repliche di armi senza segni distintivi usate per un video online: sequestri e denuncia per quattro trentenni

16 maggio 2026 15:48
Chions, falso set per i social scatena l’allarme: quattro denunciati dopo l’intervento dei carabinieri -
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Quella che a Chions sembrava la presenza di un gruppo armato pronto ad agire si è invece rivelata una messinscena per un filmato destinato ai social. L’episodio, avvenuto nella mattinata del 9 maggio in via Maestri del Lavoro, ha comunque avuto conseguenze penali per quattro persone, tutte denunciate.

L’allarme è partito dopo la telefonata di un cittadino al 112. La segnalazione parlava di individui con il volto coperto e con armi in mano nei pressi dell’area di servizio Tamoil, un quadro che ha fatto scattare una risposta immediata da parte dei militari.

La segnalazione e la risposta operativa

Alla chiamata hanno risposto i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pordenone insieme ai colleghi della Stazione di Azzano Decimo. In base alle informazioni ricevute, il contesto appariva compatibile con una situazione ad alto rischio.

Per questo motivo le pattuglie hanno raggiunto la zona adottando le misure previste nei casi più delicati. I militari si sono presentati preparati a fronteggiare persone ritenute, almeno inizialmente, realmente armate.

Quando i quattro si sono accorti della presenza dei carabinieri, hanno lasciato cadere a terra ciò che impugnavano e hanno alzato le mani. Solo a quel punto il controllo ha permesso di chiarire che non si trattava di armi vere.

Repliche realistiche usate per un video

I protagonisti della vicenda, due uomini e due donne di circa trent’anni, indossavano abbigliamento mimetico e avevano il volto in parte nascosto da passamontagna e kefiah. Un aspetto che, unito agli oggetti tenuti in mano, aveva reso la scena particolarmente credibile agli occhi di chi passava in quel momento.

Secondo quanto ricostruito, i quattro stavano registrando un contenuto da pubblicare su TikTok. Le pistole, i fucili e i mitra erano però repliche di armi da guerra senza tappo rosso, quindi facilmente confondibili con modelli autentici.

Proprio questo elemento ha trasformato una ripresa pensata per il web in un episodio capace di generare forte preoccupazione in un’area pubblica. In un contesto aperto e visibile, la distinzione tra finzione e pericolo reale è risultata impossibile per chi ha assistito alla scena.

Il provvedimento adottato dopo i controlli

Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno sequestrato le armi giocattolo utilizzate durante la registrazione. Per i quattro è scattata la denuncia con le ipotesi di procurato allarme e porto illecito di armi od oggetti atti a offendere.

Resta anche il dato più evidente emerso dalla vicenda: portare in pubblico repliche prive dei segni di sicurezza può innescare reazioni immediate delle forze dell’ordine e mettere a rischio gli stessi protagonisti. A Chions, un video pensato per i social ha così finito per mobilitare un intervento reale e per chiudersi in caserma, non online.

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