Cattinara apre le porte agli studenti: a Trieste focus sui lavori della sanità che cercano nuove energie

In Aula Magna il confronto tra istituzioni, Ateneo e Asugi per orientare i giovani verso i percorsi delle professioni sanitarie.

28 maggio 2026 13:33
Cattinara apre le porte agli studenti: a Trieste focus sui lavori della sanità che cercano nuove energie -
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Non solo medicina in senso stretto: nella sanità di oggi cresce il peso di tutte quelle figure che accompagnano diagnosi, cura, riabilitazione e prevenzione. È da questa consapevolezza che a Trieste, nell’ospedale di Cattinara, ha preso forma una giornata pensata per gli studenti interessati a costruirsi un futuro in questo settore.

L’iniziativa, intitolata “Dentro la salute. Scopri le professioni sanitarie”, ha riunito nell’Aula Magna dell’ospedale Università degli studi di Trieste, Asugi e Regione Friuli Venezia Giulia. Al centro dell’incontro, l’orientamento verso corsi universitari e sbocchi professionali che rappresentano una parte fondamentale dell’organizzazione sanitaria regionale.

Le figure professionali presentate agli studenti

Durante l’appuntamento sono stati illustrati i percorsi formativi legati ad Assistenza sanitaria, Dietistica, Fisioterapia, Igiene dentale, Infermieristica, Logopedia e Ostetricia. Spazio anche ai corsi per Tecnica della riabilitazione psichiatrica, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico e Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia.

Per il territorio triestino e più in generale per il Friuli Venezia Giulia, il tema ha un valore concreto: l’invecchiamento della popolazione e bisogni assistenziali più articolati impongono infatti una presenza sempre più solida di professionalità diverse, capaci di lavorare in modo coordinato.

Il messaggio della Regione sul ruolo delle professioni sanitarie

Nel corso della mattinata è intervenuto l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha richiamato la necessità di un approccio multidisciplinare. Secondo l’assessore, la risposta ai cambiamenti demografici e alla maggiore complessità delle cure passa da un sistema in cui le competenze dialogano e si integrano pienamente.

Riccardi ha posto l’accento anche su un altro aspetto: ridurre i percorsi non appropriati e valorizzare al meglio il contributo di chi opera nelle professioni sanitarie. Un punto che si inserisce nel confronto più ampio sul futuro dell’assistenza regionale e sull’organizzazione dei servizi.

Rivolgendosi ai ragazzi presenti, l’assessore ha descritto il lavoro nella sanità come una scelta che unisce prospettive occupazionali e responsabilità verso la collettività. Ha parlato di un ambito che conserva un forte rilievo civile, oltre che professionale, e che richiede disponibilità, impegno e attenzione verso le persone.

I numeri di Asugi e il legame con l’esperienza della pandemia

Nel dibattito è intervenuta anche Tiziana Spessot, direttrice del Dipartimento delle professioni sanitarie di Asugi, che ha richiamato la dimensione del sistema locale: circa 4mila operatori distribuiti tra area infermieristica e ostetrica, tecnico-sanitaria, riabilitativa e della prevenzione. Un patrimonio di competenze che, ha ricordato, segue i cittadini sotto il profilo fisico, sociale e psicologico.

Nel suo intervento Riccardi ha inoltre ricordato quanto emerso negli anni dell’emergenza Covid, sottolineando il contributo dato dall’Università e da queste professionalità nel garantire la tenuta del sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia. Un passaggio che a Trieste assume un significato particolare anche alla luce del ruolo svolto dal mondo accademico e sanitario locale.

All’incontro era presente anche Roberto Di Lenarda, presidente della Conferenza permanente dei Collegi di area medica ed ex rettore dell’Ateneo triestino. La giornata di Cattinara si è così trasformata in un’occasione concreta per avvicinare i giovani a professioni spesso meno raccontate, ma decisive per il funzionamento quotidiano della sanità regionale.

Il messaggio finale consegnato agli studenti è stato chiaro: scegliere questi percorsi significa affrontare studio e lavoro impegnativi, ma anche entrare in un settore che nel territorio friulano e giuliano continuerà ad avere un ruolo centrale nei prossimi anni.

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