Case popolari, in Friuli più cantieri Ater: da Udine all’Isontino il piano su energia e alloggi da recuperare

A Udine il punto sui programmi finanziati tra RepowerEU, risorse regionali e fondi europei: coinvolti centinaia di appartamenti nelle quattro province.

A cura di Web Team Web Team
20 ottobre 2026 16:59
Case popolari, in Friuli più cantieri Ater: da Udine all’Isontino il piano su energia e alloggi da recuperare -
Condividi

Non c’è solo il tema delle nuove assegnazioni: una parte decisiva della partita sulla casa pubblica in Friuli Venezia Giulia passa dai cantieri già programmati e dal recupero degli appartamenti oggi non utilizzabili perché da ristrutturare. È questo il quadro emerso a Udine durante la conferenza regionale delle Ater, dedicata agli investimenti in corso e a quelli attesi nei prossimi anni.

Al confronto ha preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, insieme ai presidenti Vanessa Colosetti per Ater Udine, Daniele Mossetti per Ater Trieste e Mauro Candido per Ater Pordenone. Presenti anche i direttori Lorenzo Puzzi, per Udine e Pordenone, e Raffaella Delai, per Trieste e Gorizia.

Il nodo affrontato è duplice: da una parte l’efficienza energetica degli edifici di edilizia residenziale pubblica, dall’altra il rientro nel circuito abitativo degli alloggi temporaneamente vuoti perché interessati da lavori rilevanti. Secondo Amirante, il lavoro in corso punta a rendere il patrimonio pubblico più moderno e più sostenibile, affiancando le misure nazionali agli stanziamenti regionali.

Alloggi Ater, RepowerEU e fondi regionali per i cantieri nelle quattro province

Come si compone il finanziamento

Tra gli strumenti al centro dell’incontro c’è RepowerEU, l’ultima linea del Pnrr rivolta agli edifici di edilizia pubblica. Il meccanismo prevede una copertura vicina al 40 per cento dei costi, a cui si aggiunge un ulteriore 20 per cento tramite il Gestore dei servizi energetici.

La parte rimanente viene sostenuta con risorse di bilancio, con un apporto regionale distribuito in un arco compreso fra 10 e 20 anni, a seconda del tipo di contratto scelto dalle Ater. La Regione ha inoltre richiamato altri 16 milioni di fondi Pr-Fesr destinati al social housing nella programmazione 2027-2030.

Il quadro friulano: Udine e Pordenone

Per il territorio udinese il programma è particolarmente ampio: Ater Udine ha previsto interventi su 24 edifici e 480 alloggi, con affidamenti che superano i 47 milioni di euro. Il primo lotto riguarda 6 fabbricati e 132 appartamenti tra Udine, Mortegliano, Pocenia e Fiumicello-Villa Vicentina, per quasi 14 milioni.

Il secondo lotto interessa 7 edifici e 202 alloggi nei comuni di Cervignano del Friuli, Pocenia, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Udine e Tarcento, con un valore oltre i 18 milioni. Il terzo comprende 11 fabbricati e 146 alloggi distribuiti tra Codroipo, Fagagna, Osoppo, Pasian di Prato, Reana del Rojale, San Daniele del Friuli, Martignacco, Nimis e Remanzacco, per quasi 15 milioni.

Nel pordenonese il piano coinvolge invece 364 alloggi per oltre 34 milioni di euro. Un primo lotto da 16,5 milioni, relativo a 11 fabbricati e 198 appartamenti nei comuni di Fontanafredda, Maniago, Aviano, San Giorgio della Richinvelda, Pravisdomini e Brugnera, è stato giudicato meritevole ma non ha ancora ottenuto copertura per esaurimento delle risorse disponibili. Il secondo lotto comprende 8 fabbricati e 166 alloggi tra Sacile, Casarsa della Delizia, Zoppola e Azzano Decimo, per quasi 18 milioni.

Gli interventi nell’area giuliana e isontina

A Trieste il programma si divide in due parti e arriva complessivamente a 21 stabili e 481 alloggi. Il primo intervento, in via Grego, comprende 6 edifici e 336 appartamenti: fra questi ce ne sono 105 da recuperare anche all’interno perché oggi non locabili. L’affidamento complessivo sfiora i 19 milioni di euro tra lavori e servizi.

Il secondo lotto triestino riguarda via Cesare dell’Acqua e via del Veltro, con 15 stabili e 145 alloggi, per un importo che supera i 15 milioni. Per Gorizia il piano tocca 26 fabbricati e 243 appartamenti, con un valore totale superiore a 35 milioni di euro.

Nel dettaglio, un primo gruppo di lavori interessa 12 edifici e 96 alloggi nei comuni di Gorizia, Monfalcone, Cormons, Grado, Gradisca d’Isonzo e Romans d’Isonzo, per quasi 15,7 milioni. Il secondo riguarda 14 fabbricati e 147 alloggi tra Gorizia, Monfalcone, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, San Lorenzo Isontino e Turriaco, per circa 19,3 milioni.

Il tema degli alloggi sfitti e i tempi attesi

Una parte del confronto si è concentrata anche sulla lettura dei dati relativi agli appartamenti sfitti. La Regione ha ribadito che non tutti i vuoti corrispondono a disponibilità immediata: molti immobili sono fuori assegnazione proprio perché coinvolti in interventi di ripristino o riqualificazione energetica, spesso dopo restituzioni avvenute al termine di utilizzi molto lunghi.

Su questo fronte pesano anche i costi, che in alcuni casi possono arrivare fino a 60 mila euro per singola unità abitativa. Agli stanziamenti collegati ai nuovi programmi si affiancano inoltre le risorse già destinate al ripristino degli alloggi: 18 milioni nel 2024 e 14 milioni nel 2025, oltre agli interventi sostenuti dal programma Pinqua, ancora in fase di completamento.

Alloggi Ater, RepowerEU e fondi regionali per i cantieri nelle quattro province

I tempi dei cantieri possono estendersi fino a circa quattro anni, ma l’obiettivo indicato dalla Regione è un aumento progressivo degli appartamenti nuovamente assegnabili. Secondo quanto emerso a Udine, gli effetti dovrebbero diventare più evidenti già da quest’anno, con un’accelerazione attesa verso il 2030.

Segui Prima Friuli