Casarsa, un anno di doposcuola tra inclusione e volontariato: 76 ragazzi accompagnati nel percorso scolastico

Bilancio positivo per lo SSEM a San Giovanni: 33 volontari, quasi 4mila ore dedicate e una festa finale con famiglie e ragazzi

06 luglio 2026 22:56
Casarsa, un anno di doposcuola tra inclusione e volontariato: 76 ragazzi accompagnati nel percorso scolastico -
Condividi

Non è stata soltanto una festa di fine attività, ma il momento in cui a Casarsa della Delizia si è misurato il peso concreto di un servizio educativo che continua a essere un riferimento per molte famiglie. Il doposcuola SSEM ha concluso l’anno scolastico con 76 minori seguiti, 33 volontari coinvolti e un impegno complessivo vicino alle 4mila ore.

L’appuntamento conclusivo si è svolto il 5 giugno al centro sociale di San Giovanni, dove si sono ritrovate più di 150 persone tra ragazzi, genitori, operatori e rappresentanti del territorio. La ricorrenza ha incrociato anche i 40 anni dell’associazione Il Noce, realtà che avviò il percorso nel 1986 a sostegno di minori e famiglie.

Il servizio è affidato alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe per conto del Servizio sociale dell’ambito territoriale Tagliamento. In questi decenni il progetto ha accompagnato oltre mille giovani, confermandosi una presenza stabile nel tessuto sociale locale.

Tra gli iscritti dell’ultimo anno ci sono stati 44 maschi e 32 femmine. Il gruppo comprendeva 39 alunni della scuola primaria e 37 studenti della secondaria di primo grado, segno di una domanda distribuita lungo più fasce dell’età scolastica.

Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari
Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari

Un servizio che mette insieme scuola, relazioni e comunità

Uno degli aspetti più significativi emersi dal bilancio riguarda la varietà delle provenienze. Il doposcuola ha accolto ragazzi appartenenti a 21 etnie differenti, con presenze legate tra le altre alle comunità di Ghana, Italia, Burkina Faso, Albania, Nigeria, Bangladesh, India, Marocco, Costa d’Avorio, Armenia e Colombia.

Ogni settimana vengono garantite 60 ore di attività educative. A portarle avanti è un’équipe composta da cinque educatrici e da un coordinatore. Le professioniste impegnate nel servizio hanno raggiunto 1980 ore di lavoro nel corso dell’anno.

A questa base si è sommato il contributo del volontariato, parte decisiva dell’esperienza casarsese. I 33 volontari provenivano da Il Noce, dal Servizio civile internazionale, dal Servizio civile solidale e dal Servizio volontario europeo, per un totale di 2016 ore donate. Hanno preso parte al percorso anche quattro studenti inseriti in attività di scuola-lavoro.

La giornata finale a San Giovanni

La chiusura dell’anno è stata pensata come un momento condiviso, non solo celebrativo. Dopo una caccia al tesoro organizzata sul territorio, il ritrovo è proseguito con il buffet preparato dal Noce e con un gesto simbolico che ha raccontato bene l’identità del gruppo.

Le famiglie hanno infatti portato torte di compleanno ispirate a 21 Paesi diversi, un modo semplice ma efficace per rappresentare la pluralità culturale che attraversa il doposcuola. Durante la serata è arrivato anche il saluto ai 13 ragazzi di terza media, che con la fine dell’anno scolastico chiudono il loro cammino nello SSEM.

Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari
Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari

Alla festa hanno partecipato anche l’assessora alle Politiche sociali Aurora Gregoris, l’assistente sociale per i minori del Comune Giorgia Venturuzzo, la vicaria dell’Istituto comprensivo Donatella Zuliani, le insegnanti referenti Laura Lazzaretto, Anna Maria Benvenuto e Angela Tartaglione, oltre al presidente del Noce Luigi Piccoli.

Le parole del progetto e le attività oltre l’aula

Nel corso dell’incontro, il presidente della cooperativa Il Piccolo Principe, Luigino Cesarin, ha richiamato il significato più ampio dei numeri presentati, leggendo nelle ore messe a disposizione da operatori e volontari una forma concreta di partecipazione civica e di inclusione costruita giorno dopo giorno.

Anche l’assessora Gregoris, a nome dell’amministrazione comunale e del sindaco Claudio Colussi, ha confermato l’attenzione del Comune verso un servizio ormai radicato e apprezzato da scuole e famiglie. Luigi Piccoli, presidente dell’associazione Il Noce, ha invece riportato l’attenzione alle origini del progetto, nato da un’idea condivisa e cresciuto nel tempo.

Il gruppo educativo formato da Gloria, Federica, Marta, Michela, Sara, Luigino e dai volontari ha lasciato ai ragazzi un messaggio ispirato al libro "Il Piccolo Principe", raccolto attorno a tre parole: crescere, legami e responsabilità.

Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari
Casarsa, il doposcuola SSEM chiude l’anno con 76 minori e 33 volontari

L’esperienza di quest’anno non si è esaurita nell’evento finale. Ad aprile i partecipanti hanno preso parte a una visita culturale a Trieste, mentre il 10 giugno il percorso si è concluso con una giornata all’Aquafollie di Caorle. Segnali di un lavoro che, anche a Casarsa, punta a tenere insieme studio, socialità e appartenenza alla comunità.

Segui Prima Friuli