Casa a prezzi accessibili in Friuli Venezia Giulia, primo ok al bando regionale da 6 milioni
La misura punta sul recupero del patrimonio esistente: contributi alle imprese fino a 1,5 milioni, apertura attesa a novembre.
Più alloggi recuperati e messi sul mercato a condizioni sostenibili, con un'attenzione particolare a giovani, studenti e lavoratori che faticano a trovare casa. È questa la direzione del bando regionale esaminato in IV Commissione, che ha espresso parere favorevole su una misura da 6 milioni di euro destinata alle imprese del Friuli Venezia Giulia.
Per il territorio friulano il tema è tutt'altro che secondario: la disponibilità di abitazioni a canoni o prezzi più contenuti incide sulla tenuta dei centri urbani, sulla permanenza di chi studia e di chi lavora e anche sulla possibilità di recuperare edifici già esistenti senza consumare nuovo suolo.
Come funzionerà la misura regionale
Il provvedimento, illustrato dall'assessore alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, prevede l'apertura del bando nel mese di novembre, con una finestra temporale di più mesi. La dotazione iniziale è fissata sul 2027 e il tetto per ciascuna domanda potrà arrivare fino a 1,5 milioni di euro.
Le risorse saranno rivolte a operazioni di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Restano invece fuori le nuove edificazioni. Tra i requisiti richiesti c'è anche un miglioramento energetico dell'immobile, da dimostrare confrontando la situazione prima e dopo i lavori.
Affitti calmierati, vendite e limiti di prezzo
Gli alloggi ottenuti dagli interventi finanziati potranno essere destinati sia alla vendita a privati sia alla locazione con canone concordato o con formule transitorie non turistiche. Il prezzo massimo di cessione è definito con decreto della direzione regionale e, allo stato attuale, è indicato in 2.014 euro al metro quadrato.
Accanto alla parte residenziale, la Regione ha previsto anche una spinta per servizi di prossimità e funzioni sociali: per questi spazi è infatti riconosciuto un incentivo aggiuntivo di 25mila euro, con l'obiettivo di rendere più vivi i quartieri interessati dagli interventi.
I contributi previsti per le imprese
La misura si appoggia ai regimi europei de minimis e Gber, con condizioni differenti anche in relazione all'avvio dei lavori. Nel primo caso la copertura può arrivare fino al 50% della spesa, entro il limite di 300mila euro per impresa unica nell'arco di tre anni.
Con il regime Gber è invece possibile andare oltre quella soglia, nel rispetto delle regole previste. In base a quanto illustrato, il contributo massimo sarà di 60mila euro per gli alloggi destinati all'affitto e di 35mila euro per quelli destinati alla vendita.
Graduatorie, giovani under 36 e priorità sugli edifici
Nel confronto in Commissione è emerso anche il nodo dei criteri che formeranno le graduatorie. Tra le modifiche accolte c'è quella che introduce un punteggio aggiuntivo per favorire l'accesso dei giovani alla casa: saranno assegnati 10 punti se almeno metà degli alloggi finanziati, arrotondando all'unità superiore, verrà venduta a persone con meno di 36 anni.
Lo stesso criterio sarà alternativo, ai fini del punteggio, alla destinazione di almeno metà delle abitazioni a studenti o lavoratori non residenti. Un passaggio che interessa da vicino anche molte realtà friulane dove il tema dell'ospitalità abitativa è legato alla presenza di poli produttivi e percorsi di studio.
Restano confermati 40 punti per l'adeguamento sismico e 25 per il miglioramento sismico, non cumulabili tra loro. Cambiano invece altri pesi: salgono a 11 i punti per gli interventi nelle zone urbanistiche A e B0 e a 7 quelli riferiti agli edifici pericolanti. Rimangono 15 punti per la pronta cantierabilità e 12 per la qualità energetica del progetto.
Le osservazioni emerse in Commissione
Nel dibattito è stata sollevata anche la questione del limite massimo di 1,5 milioni per singola domanda, con il timore che pochi interventi possano assorbire rapidamente l'intera disponibilità. Amirante ha spiegato che la soglia serve a non tagliare fuori operazioni di dimensioni rilevanti, giudicate comunque non frequenti sulla base delle simulazioni effettuate.
L'assessore ha inoltre indicato che i 6 milioni rappresentano una base iniziale e che la Regione sta lavorando per rafforzare il budget in sede di manovra di Stabilità. Tra gli altri punti emersi, è stata accolta l'estensione da cinque a otto anni del vincolo di locazione, mentre per eventuali formule di futuro acquisto da parte degli inquilini è stato annunciato un confronto con Ance.
Per il Friuli si tratta di una misura da seguire con attenzione nelle prossime settimane: l'apertura del bando potrà offrire un'opportunità concreta a interventi di recupero edilizio capaci di rimettere in circolo abitazioni oggi inutilizzate e di ampliare l'offerta accessibile nei territori dove la casa sta diventando un problema sempre più evidente.