Carnia, Pissebus non rientra ancora: notte difficile sui monti sopra Tolmezzo, attesa per il cambio del meteo

Roghi ancora attivi o sorvegliati in area montana. Restano l’evacuazione di Pissebus, diverse chiusure viarie e l’attenzione alla qualità dell’aria.

17 agosto 2026 15:50
Carnia, Pissebus non rientra ancora: notte difficile sui monti sopra Tolmezzo, attesa per il cambio del meteo -
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In Carnia il punto più delicato resta attorno a Tolmezzo e Amaro: la località di Pissebus non è ancora stata riaperta ai residenti, mentre durante la notte nuovi riaccendersi hanno interessato il Palavierte e il Dobis. Il bollettino aggiornato alle 13 di lunedì 17 agosto conferma che l’emergenza non è chiusa e che il dispositivo di spegnimento continua a lavorare su più fronti.

Accanto alle operazioni contro il fuoco pesa anche un secondo fattore, molto sentito in queste ore nelle vallate: il fumo. ARPA FVG segnala condizioni peggiori rispetto a quelle rilevate il 15 agosto, con ristagno notturno nei fondovalle e rischio di superamento dei limiti giornalieri del PM10 nelle aree monitorate.

Per chi vive tra Tolmezzo, Amaro e le frazioni vicine, il quadro concreto è fatto di ordinanze ancora in vigore, strade sbarrate e aree da evitare. Sullo sfondo c’è poi l’evoluzione del tempo: già dal pomeriggio sono possibili rovesci e temporali sulle montagne, mentre da giovedì sono attese piogge più consistenti.

Il nodo principale resta tra Amariana e Pissebus

Il fronte dell’Amariana continua a richiedere il maggiore impiego di mezzi. Nell’area di Cuel Feltron, ad Amaro, il Corpo forestale regionale prosegue le attività con una componente aerea importante: in azione il primo e il terzo elicottero del servizio regionale, due Canadair coordinati dal COAU e gli Air Tractor arrivati dalla Slovenia.

Le operazioni vanno avanti anche da terra con i volontari della Protezione civile dei gruppi comunali di Bordano, Amaro, Artegna e Pontebba, oltre all’Associazione Corpo Pompieri Volontari di Moggio Udinese. È attorno a questo incendio che si concentra anche la misura più pesante per la popolazione: l’evacuazione precauzionale di Pissebus, tuttora confermata.

La località, nel comune di Tolmezzo, resta l’abitato più vicino al settore interessato dalle fiamme. L’ordinanza del Comune di Tolmezzo mantiene lo sgombero temporaneo degli immobili nell’area compresa da rio Lovaris fino al confine con Amaro, almeno finché il pericolo non sarà cessato.

Viabilità limitata tra Tolmezzo, Amaro e Illegio

Le ripercussioni si vedono anche sulla mobilità locale. Rimane chiusa la S.R. UD 125 del Sasso Tagliato nel tratto tra il chilometro 0+250, poco oltre l’accesso all’agriturismo Cason di Stambek, e il chilometro 3+100, all’altezza del ponte sul rio Confine. Il traffico viene instradato sulla Statale 52 Carnica.

È ancora valida anche la chiusura della strada comunale Forca del Cristo, nel territorio di Amaro, lungo l’itinerario che porta a Lisagno, a partire dall’acquedotto comunale. Il provvedimento riguarda sia i veicoli sia il passaggio a piedi.

Un’altra limitazione tocca la strada verso Illegio: il Comune di Tolmezzo ha disposto l’interruzione del transito veicolare e pedonale dall’incrocio tra via Betania e via Illegio. La decisione è collegata all’emergenza in corso e agli effetti del fumo sulla qualità dell’aria.

Due riaccensioni nella notte sopra Tolmezzo

Il bollettino segnala un nuovo peggioramento notturno su due punti già osservati con attenzione. Sul Monte Palavierte, nella zona di Illegio, sono ricomparse fiamme basse vicino agli stavoli della località Lunge. Per la ripresa dello spegnimento era previsto l’impiego del secondo elicottero del Servizio aereo regionale.

Analogo aggiornamento per il Monte Dobis, nell’area di Fusea, dove il fuoco ha ripreso forza nelle ore notturne. Dalla mattina sono tornati al lavoro il Corpo forestale regionale e i volontari dell’Associazione Corpo Pompieri Volontari, con lanci d’acqua effettuati dal primo e dal secondo elicottero regionali.

Al Dobis è presente anche il gruppo comunale di Protezione civile di Arta Terme, impegnato nel presidio del vascone utilizzato per le operazioni. Per gli escursionisti resta una raccomandazione molto netta: evitare i sentieri del monte, in particolare il percorso che dalla cresta del Curiedi porta al belvedere di Tolmezzo.

Gli altri fronti in provincia di Udine

Nel Tarvisiano, il Monte Nero in Val Saisera è ancora classificato come attivo, ma il fronte viene indicato come stabilizzato dopo gli interventi aerei della mattinata. A Sella Rauna, nel territorio di Ugovizza, l’incendio viene invece dato per spento.

Restano sotto osservazione anche il rogo sul Monte Festa, a Cavazzo Carnico, e quello in località Vidisei, a Cercivento. Sul Monte Cozzarel, in comune di Chiusaforte, l’incendio è ancora attivo; in mattinata sono stati effettuati lanci con il terzo elicottero del servizio regionale. A Forni di Sopra, infine, il fronte del Monte Cimacuta risulta in monitoraggio.

Montagna pordenonese, situazione ancora aperta

Il quadro regionale segnala diversi incendi ancora presenti anche in provincia di Pordenone, soprattutto in Val Tramontina. Il Canal Grande di Meduna, a Tramonti di Sopra, viene seguito in monitoraggio, mentre nel Canal Piccolo di Meduna il rogo è contenuto e arroccato.

Nel Canal di Cuna, in comune di Tramonti di Mezzo, l’avanzata procede lentamente e con intensità limitata. Più complessa la lettura del Monte Naiarda, a Tramonti di Sotto, dove restano fiamme radenti lungo la cresta e il fronte verso il confine tra le ex province di Udine e Pordenone continua a muoversi con lentezza. In tarda mattinata erano in corso anche qui operazioni aeree con il secondo elicottero regionale.

Trieste e Gorizia danno segnali migliori, ma ora si guarda al cielo

Le notizie più favorevoli arrivano dal resto del Friuli Venezia Giulia. In provincia di Trieste è stato dichiarato spento l’incendio nell’area dell’ex cava della cartiera a Duino. Anche nel Goriziano risultano conclusi gli interventi sui fronti di Selz, lungo la salita di Doberdò del Lago a Ronchi dei Legionari, e sulla SS55 del Vallone a Doberdò del Lago.

Per la Carnia, però, l’attenzione resta soprattutto sulle prossime ore. Dal pomeriggio sono probabili temporali sparsi sulla fascia montana, con possibili fenomeni intensi e raffiche di vento; tra martedì e mercoledì è attesa una fase più stabile, mentre da giovedì il ritorno delle precipitazioni potrebbe portare accumuli anche abbondanti. È su questa svolta del meteo che si concentra una parte importante delle attese, insieme al lavoro continuo di forestali, volontari e mezzi aerei ancora schierati sui fronti più sensibili.

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