Caregiver, dal confronto di Udine torna la pressione sulla Regione: “Servono aiuti stabili alle famiglie”

Dopo l’incontro in città, Rosaria Capozzi rilancia la richiesta di risorse aggiuntive, servizi continuativi e sostegno psicologico per chi assiste i propri cari.

03 ottobre 2026 14:48
Caregiver, dal confronto di Udine torna la pressione sulla Regione: “Servono aiuti stabili alle famiglie” -
Condividi

Chi assiste ogni giorno un genitore anziano, un coniuge malato o un familiare non autosufficiente continua a reggere una parte decisiva del welfare, spesso senza strumenti adeguati. Da Udine, dove il 2 ottobre si è tenuto un incontro pubblico dedicato al tema, torna così una sollecitazione politica rivolta alla Regione Friuli Venezia Giulia.

A rilanciarla è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che chiede un intervento più forte non solo sul piano dei contributi economici, ma anche dei servizi di accompagnamento, dell’assistenza concreta e del supporto psicologico per i caregiver familiari.

Il nodo dei contributi che non bastano

Il punto più urgente, secondo Capozzi, riguarda il fondo destinato a sostenere il ruolo di cura svolto in ambito familiare. Le risorse di provenienza statale, a suo giudizio, non sarebbero sufficienti a coprire tutte le domande già ammesse al beneficio.

Da qui la richiesta di un’integrazione da parte della Regione, con l’obiettivo di evitare che famiglie riconosciute come aventi diritto restino comunque senza sostegno economico. Per la consigliera, è proprio questo il passaggio più critico: non basta accogliere le istanze se poi manca la copertura necessaria per tradurle in un aiuto reale.

Il confronto ospitato a Udine

L’iniziativa organizzata in città aveva al centro il tema “Ruolo dei caregiver familiari - Legislazione e testimonianze di vita” ed è stata introdotta e moderata dalla stessa Capozzi. Al tavolo sono intervenuti Giancarlo Selmi, autore del libro “In attesa del sole è venuto giù il cielo”, e Maria Donata Messina, referente per il Friuli Venezia Giulia di Caregiver familiari uniti.

In collegamento da remoto ha partecipato anche Cristian Casilli, vicepresidente della Regione Puglia e assessore a Welfare, Sport e Politiche sociali. Il confronto ha riportato l’attenzione su una realtà fatta di migliaia di persone che ogni giorno si fanno carico dell’assistenza a un proprio caro, con ricadute pesanti sulla vita personale e lavorativa.

Una questione che riguarda tutto il Friuli Venezia Giulia

Nel ragionamento della consigliera, il tema non riguarda solo i singoli nuclei familiari ma l’equilibrio complessivo del sistema socio-assistenziale regionale. Il Friuli Venezia Giulia, come altre aree del Paese, fa i conti con l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione dei residenti e l’aumento delle condizioni di cronicità.

In questo scenario, il carico della cura si sposta sempre di più dentro le case. Ed è proprio lì, sostiene Capozzi, che serve una risposta pubblica più strutturata, capace di riconoscere il valore di chi garantisce assistenza quotidiana spesso in modo silenzioso e continuativo.

Non solo soldi: ascolto, servizi e sostegno psicologico

La richiesta avanzata dopo l’appuntamento udinese non si ferma quindi al capitolo finanziario. Accanto ai contributi, viene indicata la necessità di costruire una rete stabile di supporto fatta di servizi accessibili, momenti di ascolto e affiancamento professionale.

Tra i punti messi in evidenza c’è anche il bisogno di un sostegno psicologico continuativo, perché il lavoro di cura può diventare nel tempo molto gravoso. L’obiettivo indicato è evitare che i caregiver affrontino da soli situazioni complesse, in un contesto regionale dove la domanda di assistenza è destinata a crescere.

Dal confronto partito da Udine, dunque, esce una richiesta precisa alla politica regionale: trasformare il riconoscimento formale del ruolo dei caregiver in misure concrete, stabili e realmente accessibili alle famiglie del Friuli Venezia Giulia.

Segui Prima Friuli