Carburanti, dal Pordenonese torna la richiesta di aiuti mirati: Carli critica gli sconti uguali in tutto il Friuli Venezia Giulia

Il consigliere regionale del Pd contesta l’aumento dal 1 ottobre 2026: per montagna e Vajont servirebbero correttivi specifici, non un intervento uniforme.

A cura di Web Team Web Team
30 settembre 2026 20:28
Carburanti, dal Pordenonese torna la richiesta di aiuti mirati: Carli critica gli sconti uguali in tutto il Friuli Venezia Giulia -
Condividi

Nelle aree montane del Friuli occidentale il costo del pieno pesa più che altrove, perché spostarsi in auto resta spesso una necessità quotidiana. È da qui che il consigliere regionale Andrea Carli, esponente del Pd, rilancia la contestazione alla scelta della Regione di aumentare gli sconti sui carburanti senza distinguere tra territori con esigenze molto diverse.

La modifica scatterà dal 1 ottobre 2026, ma secondo Carli l’impostazione scelta non affronta il problema di fondo: una misura identica per tutti, sostiene, non aiuta davvero chi vive nelle valli e deve percorrere più chilometri per lavoro, scuola o servizi.

Le firme raccolte nella montagna pordenonese

Nel suo intervento il consigliere richiama anzitutto la petizione consegnata a giugno al presidente del Consiglio regionale. Il documento, ricorda, ha raccolto circa 1.400 adesioni nella montagna pordenonese, dove da tempo si chiede un rafforzamento delle agevolazioni e una loro estensione nelle zone più penalizzate.

Per chi abita in questi comuni, osserva Carli, il rincaro del carburante incide in modo più diretto sul bilancio familiare. Alla maggiore distanza dai poli principali si aggiunge infatti, secondo il consigliere, un sistema di trasporto pubblico che non offre alternative sufficienti agli spostamenti privati.

Il nodo degli sconti senza differenze territoriali

La critica politica riguarda il meccanismo scelto dalla Regione: aumentare il contributo in modo generalizzato. Per l’esponente dem, questa strada rischia di distribuire risorse senza correggere gli squilibri tra le aree più servite e quelle che invece soffrono isolamento, minori collegamenti e maggiore dipendenza dall’auto.

Carli sostiene che proprio i comuni di alta montagna avrebbero bisogno di una rimodulazione più netta, con sconti più alti rispetto al resto del territorio regionale. In assenza di un correttivo, aggiunge, il vantaggio per chi vive in pianura o nei centri meglio collegati finisce per assomigliare a quello riconosciuto a chi affronta condizioni ben più difficili.

Il precedente del ddl 65 e il caso Vajont

Il consigliere collega la sua posizione al confronto già emerso durante l’esame del ddl 65, dedicato al sostegno per l’acquisto dei carburanti. In quell’occasione il Pd aveva votato contro, contestando il mancato recepimento delle proposte presentate dall’opposizione.

Tra i punti richiamati da Carli c’è anche la situazione di Vajont, che a suo giudizio continua a rappresentare una disparità irrisolta. Il comune, sostiene, riceverebbe da anni una scontistica più bassa rispetto a località vicine, nonostante un contesto territoriale che meriterebbe maggiore attenzione.

La valutazione finale del consigliere è netta: l’aumento in arrivo non rappresenta, per le comunità delle valli, quel cambio di passo atteso da tempo. Dal Friuli montano, conclude, continua ad arrivare la richiesta di misure più selettive e calibrate sui bisogni reali dei territori.

Segui Prima Friuli