Valli friulane ancora senza linea stabile: fondi disponibili, ma la copertura non decolla

Prefettura e Comuni tornano sul nodo telefonia nelle aree montane del Pordenonese: unico intervento già definito in Valcellina, resta aperto il fronte della rete fissa.

30 settembre 2026 18:36
Valli friulane ancora senza linea stabile: fondi disponibili, ma la copertura non decolla -
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Nelle vallate del Pordenonese chiamare o collegarsi a internet continua a essere un problema quotidiano. Il confronto riunito in Prefettura ha riportato al centro una questione che, per molti residenti delle zone montane e pedemontane, pesa ben oltre il semplice disagio: in diversi punti il segnale mobile resta debole o assente e anche la telefonia fissa mostra criticità persistenti.

Al tavolo hanno partecipato i sindaci delle Valli Tramontina, Cellina, d’Arzino e Cosa, insieme ai rappresentanti delle società coinvolte nella realizzazione delle infrastrutture e agli operatori telefonici attivi sul territorio regionale. Il nodo, emerso con chiarezza, è che le risorse economiche messe in campo non si sono ancora tradotte in un numero sufficiente di interventi concreti.

Risorse stanziate, cantieri ancora pochi

La Regione ha messo a disposizione più di 5 milioni di euro per favorire la realizzazione delle strutture necessarie nelle aree senza copertura adeguata. Eppure, secondo quanto illustrato dall’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, manca ancora un passaggio decisivo: i progetti operativi da parte delle compagnie.

La normativa regionale era stata aggiornata all’inizio del 2025 proprio per rendere possibile il sostegno agli interventi nelle zone più difficili da servire. Nonostante questo, le somme restano di fatto bloccate perché gli operatori non hanno presentato proposte sufficienti per utilizzare quei finanziamenti e affrontare i vuoti di segnale segnalati dai territori.

Dal punto di vista delle opere già individuate, il quadro resta limitato. L’unica iniziativa con un orizzonte definito riguarda la Valcellina, dove entro la fine del 2026 dovrebbe essere realizzato un impianto destinato a ospitare l’apparato di un operatore telefonico.

Non solo mobile: pesa anche il caso della rete fissa

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il peggioramento dei disservizi sulle linee domestiche. Nei paesi più isolati, i tempi per il ripristino dopo un guasto vengono giudicati troppo lunghi, con conseguenze rilevanti soprattutto per le persone anziane o per chi vive lontano dai centri principali.

Tra gli episodi richiamati durante il confronto c’è quello di Barcis, dove una donna di 87 anni è rimasta senza telefono fisso per oltre un mese e mezzo. A fronte del mancato servizio, sarebbe stata prospettata come soluzione una forma di indennizzo di circa cento euro, senza però una risposta tempestiva sul ripristino della linea.

Telefonia, nelle valli pordenonesi restano i buchi di segnale: 5 milioni ancora fermi

Per la Regione il tema non può essere letto soltanto in chiave tecnica o commerciale. Nelle aree montane la possibilità di telefonare riguarda anche la tutela delle persone e la gestione delle emergenze, motivo per cui ai sindaci è stato suggerito di valutare, nei casi più pesanti, anche iniziative formali di diffida verso i gestori.

Da Tramonti di Sopra una strada da testare

Nel dibattito è stato presentato anche il lavoro avviato dal Comune di Tramonti di Sopra con l’Università degli Studi di Udine. L’obiettivo della convenzione è verificare, attraverso studio e sperimentazione sul campo, quali tecnologie possano funzionare meglio nelle zone dove la copertura continua a mancare.

Tra le opzioni prese in esame c’è la tecnologia Das, basata su una distribuzione del segnale tramite piccoli ripetitori. È un modello già utilizzato anche in altri contesti complessi e che potrebbe offrire indicazioni utili per i territori montani del Friuli occidentale.

Proprio dai risultati di questa esperienza la Regione intende costruire un passaggio successivo insieme al ministero delle Imprese e del made in Italy e a Infratel Italia Spa. L’idea è arrivare a una convenzione che permetta di rendere disponibile questa soluzione nei territori scoperti, senza costi a carico degli operatori. Per le comunità delle valli, intanto, il problema resta attuale e la richiesta è una sola: trasformare i fondi già disponibili in servizi finalmente affidabili.

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