Capriva, il Piccolo Opera Festival chiude tra musica e riconoscimenti: Premio Casanova a Fausto Biloslavo
Finale al Castello di Spessa per la 19ª edizione: al giornalista il Premio Giacomo Casanova, poi il gala lirico dedicato al tema della libertà.
Si è chiusa a Capriva del Friuli, nella cornice del Castello di Spessa, la 19ª edizione del Piccolo Opera Festival, appuntamento che anche quest’anno ha legato il Collio a una proposta culturale di respiro internazionale. L’ultima serata ha messo insieme due fili conduttori: il riconoscimento a Fausto Biloslavo e un concerto finale costruito intorno all’idea di libertà.
Il Premio Giacomo Casanova, promosso dall’Associazione Amici di Giacomo Casanova e destinato a figure del mondo culturale, è stato assegnato al giornalista e inviato Fausto Biloslavo. Durante la cerimonia è stato richiamato il valore del suo lavoro, letto come testimonianza di un rapporto stretto tra libertà, verità e responsabilità dell’informazione.
Alla serata era presente anche il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha collegato il significato del premio al profilo di una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il peso della manifestazione nel sistema culturale regionale, ricordando il supporto garantito dalla Regione attraverso il bando triennale dedicato ai festival dello spettacolo dal vivo.
Una chiusura che unisce Collio, storia e attualità
La consegna del riconoscimento è stata affidata ai giornalisti Gianpaolo Polesini e Stefano Cosma. A fare da sfondo non è stato soltanto il castello, ma anche il richiamo alla figura di Giacomo Casanova, che proprio a Spessa soggiornò, elemento che ha rafforzato il legame tra il premio e il territorio.
Nel corso della serata Anzil ha definito la libertà come un traguardo da custodire nel tempo, indicando nell’arte e nella cultura strumenti privilegiati per darle forma concreta. Nello stesso passaggio ha ricordato Casanova come personalità capace di attraversare ambiti diversi, dalla letteratura alla filosofia, fino alla diplomazia.
Il gala finale affidato alle artiste della Borderless Opera Lab
Dopo il momento istituzionale, il festival ha lasciato spazio alla musica con il gala lirico “Viva la libertà!”, pensato dal direttore artistico Gabriele Ribis attorno a figure femminili dell’opera che hanno fatto dell’autonomia e della scelta il centro della propria voce scenica.
Il programma ha attraversato titoli molto noti del repertorio: “Carmen” di Bizet, “Così fan tutte” di Mozart, “Les contes d’Hoffmann” di Offenbach, accanto a Rossini con “L’italiana in Algeri” e “Cenerentola”, fino a Puccini con “La bohème”.
Protagoniste sul palco le artiste dell’Accademia GO! Borderless Opera Lab: Sofia Dzhavadian, Mariia Kozlova, Sarvenaz Forghani, Javiera Paz Barrios e la soprano giapponese Rei Itoh, già allieva dell’Accademia nel 2025. Al pianoforte Anna Brandolini.
Il tema della libertà al centro dell’intera edizione
L’appuntamento conclusivo ha riassunto un percorso sviluppato lungo tutto il festival, con la libertà come tema portante, declinato attraverso la musica e attraverso figure storiche legate al Castello di Spessa e al territorio goriziano.
Tra queste ha trovato spazio anche Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart che soggiornò a Spessa. Durante i giorni della rassegna non sono mancati approfondimenti sul suo itinerario umano e artistico, tra Gorizia, Vienna e New York, già al centro di uno degli eventi ospitati nei giorni scorsi al castello.
Come è stato ricordato nel corso delle iniziative, Da Ponte fu tra i protagonisti della diffusione dell’opera italiana negli Stati Uniti, insegnò lingua e cultura italiana al Columbia College, oggi Columbia University, e nel 1833 promosse la nascita dell’Italian Opera House. Un richiamo che ha dato ulteriore spessore storico a una chiusura fortemente legata all’identità culturale del Friuli Venezia Giulia.