Capriva, a Villa Russiz il laboratorio sulle filiere del futuro: focus su ricerca e tenuta economica
Nel confronto del progetto BioTech2Agri, l’assessore regionale Zannier richiama un punto chiave per il Friuli: innovazione utile solo se regge nel tempo.
Non basta avviare una nuova filiera per renderla davvero utile al territorio. Dal confronto ospitato a Villa Russiz, a Capriva del Friuli, è emersa con chiarezza una linea: l’innovazione in agricoltura e nell’agroalimentare ha prospettiva solo se unisce ricerca, applicazioni concrete e sostenibilità economica duratura.
Il tema è stato al centro della conferenza legata a BioTech2Agri, iniziativa sostenuta nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027. A intervenire anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, che ha richiamato l’esigenza di costruire percorsi capaci di camminare oltre la fase iniziale dei finanziamenti pubblici.
Un passaggio che riguarda da vicino il Friuli
Per un’area come quella friulana, dove qualità produttiva e identità agricola rappresentano un patrimonio consolidato, il tema delle nuove filiere non è soltanto teorico. La questione tocca direttamente imprese, capacità di investimento e possibilità di trasformare le eccellenze locali in modelli stabili di sviluppo.
Zannier ha indicato due condizioni considerate decisive: da una parte basi scientifiche solide, dall’altra una verifica concreta della sostenibilità nel medio e lungo periodo. In sostanza, i progetti innovativi devono poter dimostrare di reggere anche sul piano dei risultati economici, senza restare dipendenti dalla sola spinta dei contributi iniziali.
Il confronto di Villa Russiz
La giornata del 23 settembre 2026 ha riunito a Capriva del Friuli diversi momenti di approfondimento dedicati ai risultati già maturati nel progetto BioTech2Agri e alle possibili ricadute per il comparto agroalimentare.
Nel programma hanno trovato spazio più temi: l’esperienza sviluppata in Veneto, le prospettive future del settore, il ruolo dell’innovazione sostenibile e i casi legati a FutureFoods e Agroecology. Un quadro articolato, pensato per mettere in relazione ricerca, sperimentazione e organizzazione d’impresa.
Il punto emerso con maggiore forza riguarda proprio la continuità. Quando entrano in campo risorse pubbliche, diventa centrale definire metodi che consentano di misurare l’efficacia delle iniziative e di valutarne la capacità di generare ricavi nel tempo.
Bioeconomia e modelli replicabili
Secondo l’impostazione illustrata dalla Regione, l’obiettivo non è fermarsi a singole esperienze pilota, ma arrivare a strumenti replicabili e utili all’intero sistema produttivo. In questa prospettiva, la bioeconomia viene letta come un ambito in cui innovazione e organizzazione devono procedere insieme.
Il progetto BioTech2Agri si inserisce proprio in questo scenario transfrontaliero, sostenuto dalla cooperazione tra territori vicini nell’ambito di Interreg Italia-Slovenia 2021-2027. La tappa di Capriva ha quindi rappresentato un momento di verifica sui risultati raggiunti e sulle applicazioni possibili per il mondo agroalimentare.
Per il Friuli, il messaggio uscito dall’incontro è netto: sperimentare resta necessario, ma le nuove filiere possono diventare una leva reale di crescita soltanto se costruite con basi tecniche credibili e con un equilibrio economico capace di durare.