Canti di Sardegna, Corsica, Sicilia e Liguria nelle pievi carniche: a fine agosto due giorni tra musica e territorio
Il 22 e 23 agosto la Carnia accoglie cori da cinque tradizioni vocali: tappe in diverse pievi, momenti liturgici, incontri e degustazioni.
La Carnia si prepara a diventare per due giorni un punto d’incontro fra voci, riti e comunità provenienti da più parti del Mediterraneo e del Nord Italia. Sabato 22 e domenica 23 agosto 2026 torna infatti “La Lunga Notte delle Pievi in Carnia”, iniziativa che attraversa chiese e pievi del territorio con un programma diffuso dedicato al canto popolare trasmesso oralmente.
L’appuntamento coinvolge località simboliche dell’area carnica, da Cesclans a Socchieve, da Illegio a Invillino, fino a Tolmezzo, Zuglio e Cercivento. Al centro ci sono cinque tradizioni vocali comunitarie: quella carnica, accanto a Sardegna, Corsica, Sicilia e Liguria.
La presenza friulana è affidata all’Onoranda Compagnia dei Cantori della Pieve di S. Martino di Cercivento, che partecipa a una rassegna costruita come occasione di confronto fra repertori differenti ma accomunati dal forte legame con la memoria collettiva e con i luoghi della devozione.
In cartellone figurano i Lamentatori di Montedoro dalla Sicilia, E Canterine dalla Corsica, i Giovani Canterini di Sant'Olcese dalla Liguria e il Coro di Bosa dalla Sardegna. A questi si aggiunge il gruppo di casa, custode della tradizione carnica della villotta, sia sacra sia profana.
Le prime tappe tra Cesclans e Castoia di Socchieve
Il programma prenderà avvio sabato alle 18 alla Pieve di Santo Stefano di Cesclans. Qui sono attesi i Lamentatori di Montedoro insieme a E Canterine. Dopo il momento musicale è prevista una degustazione curata dall’Azienda Agricola Sabrina Rovis.
La seconda parte della serata si sposterà alle 20 alla Pieve di Santa Maria Annunziata di Castoia di Socchieve. In questo appuntamento si esibiranno i Giovani Canterini di Sant'Olcese, il Coro di Bosa e l’Onoranda Compagnia dei Cantori di Cercivento. La proposta gastronomica finale sarà affidata all’Agriturismo Monte Rucke di Sauris.
Domenica tra celebrazioni e presenze diffuse nelle chiese della Carnia
La giornata del 23 agosto avrà un’impronta legata anche alla liturgia domenicale. E Canterine canteranno alle 9.30 nella chiesa di Illegio, mentre alle 10 l’Onoranda Compagnia dei Cantori di Cercivento sarà nella chiesa di S. Pantaleone a Invillino.
Il programma diffuso segnala poi i Lamentatori di Montedoro alle 10.45 nel Duomo di Tolmezzo. Il Coro di Bosa è previsto alle 11 alla Pieve di Sezza, in occasione della festa della Madonna della Cintura. Nella stessa mattinata, nel programma generale compare anche il riferimento alla presenza dei Lamentatori di Montedoro alla Pieve di Caneva per la festa di San Bartolomeo.
In ciascun appuntamento concertistico è previsto anche uno spazio dedicato ai sapori del territorio, con degustazioni di prodotti tipici organizzate con il supporto di realtà locali. Per la tappa conclusiva della domenica, il momento conviviale sarà seguito da Cûr di none di Arta Terme.
Cercivento chiude la rassegna con incontro e laboratori
L’ultimo momento della manifestazione è fissato alle 17 alla Pieve di S. Martino di Cercivento. Qui tutti i cori partecipanti si ritroveranno per una tavola rotonda finale, accompagnata da esempi cantati e da attività laboratoriali rivolte ai coristi.
Porteranno il loro contributo Valter Colle, antropologo e musicologo; Giulia Pisu, docente di etnomusicologia dell’Università di Cagliari; Luigi Oliva, etnomusicologo e direttore di coro; Roberto Frisano, musicologo. A coordinare l’incontro sarà il musicologo Alessio Screm.
Un dialogo fra repertori lontani e identità locali
La rassegna mette accanto esperienze molto diverse tra loro: i canti polivocali della Settimana Santa siciliana custoditi dai Lamentatori di Montedoro, la polifonia corsa di E Canterine, il trallalero genovese dei Cantori di Sant'Olcese, la tradizione sarda del Coro di Bosa con bassu, contra, tenore e cuntraltu, fino al patrimonio carnico portato dai cantori di Cercivento.
Per il Friuli e per la Carnia, l’iniziativa rappresenta anche un modo per rileggere pievi e chiese come luoghi vivi, capaci di tenere insieme storia, spiritualità e cultura popolare. Il cartellone è sostenuto dal Comune di Cercivento con il patrocinio del Cammino delle Pievi in Carnia.