Campoformido, l’ex aerocampo punta a una nuova vita tra ricerca, energia e memoria storica

Presentato il piano di recupero dell’area dismessa: 78mila metri quadri da trasformare in polo per innovazione, sostenibilità e spazi aperti al territorio.

19 ottobre 2026 17:41
Campoformido, l’ex aerocampo punta a una nuova vita tra ricerca, energia e memoria storica -
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Non solo recupero edilizio, ma una ridefinizione del ruolo di uno dei luoghi più riconoscibili della storia aeronautica friulana. L’ex aerocampo di Udine-Campoformido è al centro di un progetto che guarda insieme al passato e alle nuove funzioni produttive, scientifiche e ambientali dell’area.

Il piano, illustrato a Trieste e sostenuto dalla Regione, prevede una trasformazione complessiva del compendio dismesso in un hub dedicato all’innovazione e alla ricerca, con l’obiettivo di restituire al territorio uno spazio oggi inutilizzato ma carico di valore simbolico.

Un’area strategica da ripensare

La superficie interessata arriva a 78mila metri quadrati. Si tratta di un sito che nel Novecento ha avuto un ruolo rilevante nelle vicende dell’aviazione italiana, sia in ambito militare sia civile, e che viene ricordato anche per il legame con la nascita della Pattuglia acrobatica nazionale.

Nella nuova visione, il compendio non verrà trattato come una semplice area da recuperare, ma come un punto di connessione tra sviluppo, formazione e identità locale. L’idea è quella di costruire un luogo capace di dialogare con il sistema produttivo, con il mondo universitario e con la comunità friulana.

Hangar recuperati e nuovi spazi per il volo e la conoscenza

Tra gli elementi centrali del masterplan c’è il recupero degli hangar storici, destinati a ospitare funzioni legate alla cultura aeronautica e alla memoria del volo. Accanto a questa componente, il progetto immagina ambienti dedicati alla ricerca e alla formazione, così da intrecciare il patrimonio storico con attività rivolte al futuro.

Nel corso della presentazione, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro ha sottolineato come il valore del sito non possa essere lasciato all’abbandono, indicando nella rigenerazione dell’ex aerocampo un passaggio importante per rimettere questo spazio al centro della crescita del territorio.

Energia pulita e rapporto con l’ambiente

Il progetto comprende anche un parco energetico e un’area naturale fruibile dalla comunità. L’impostazione punta quindi a inserire nell’ex area militare una funzione sperimentale legata alle fonti rinnovabili, alle comunità energetiche e alla filiera dell’idrogeno.

Un altro aspetto richiamato dalla Regione riguarda il contesto paesaggistico in cui il sito si inserisce, in prossimità di un ambiente di pregio come quello dei Magredi. L’obiettivo dichiarato è ricucire il rapporto tra la zona urbanizzata e lo spazio naturale circostante, valorizzando allo stesso tempo la biodiversità presente.

La rete di partner per far partire l’intervento

Per tradurre il masterplan in un intervento concreto, la Regione lavora con un gruppo di soggetti individuati come partner strategici: Arcadis Italia, Land Italia, Kroll e Kallipolis. Nel percorso sono chiamati a entrare anche gli enti locali, il mondo della ricerca e le realtà economiche del territorio.

La linea indicata da Scoccimarro è quella di una collaborazione stabile tra pubblico e privato, ritenuta necessaria per trasformare un’area ferma da tempo in un polo aperto a cittadini, imprese e giovani. Per il Friuli, il progetto di Campoformido si candida così a essere non soltanto un intervento di recupero, ma un tassello di sviluppo con ricadute più ampie sulla zona udinese.

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