Da fuori regione per truffare un'anziana a Buja: tre finti avvocati in carcere

Buja, truffa a una 84enne: la Polizia di Stato di Udine arresta tre uomini e recupera tutta la refurtiva.

03 febbraio 2026 12:15
Da fuori regione per truffare un'anziana a Buja: tre finti avvocati in carcere -
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La Polizia di Stato di Udine, lo scorso 28 gennaio, ha arrestato in flagranza del reato di truffa aggravata in concorso a danno di un’anziana residente a Buja tre connazionali giunti da fuori regione.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Udine nella mattinata intercettavano nel centro friulano un’autovettura sospetta, con a bordo due uomini, e la seguivano fino a Trieste e poi a Buja, dove verso le ore 15.15 si era precipitata a grande velocità.

Poco dopo, il veicolo, tenuto sempre a vista dagli agenti, sostava all’esterno dell’abitazione interessata; il passeggero scendeva immediatamente dal mezzo e faceva accesso all’abitazione. Il conducente del veicolo, invece, sempre alla guida del mezzo, per circa 20 minuti, percorreva a bassissima velocità le vie limitrofe, sicuramente al fine di eludere l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

Alle successive ore 15.45, il giovane che precedentemente aveva fatto accesso veniva nuovamente notato mentre abbandonava l’abitazione per poi risalire a bordo del veicolo prontamente sopraggiunto sul posto.

Mentre un equipaggio seguiva, senza mai perderlo di vista, il veicolo che si dirigeva verso Udine, altro personale restava sul posto al fine di contattare la presunta vittima di reato. Proprio in tale circostanza giungeva la figlia della vittima, la quale riferiva agli operanti di essere stata appena contattata telefonicamente dalla madre e di aver quindi realizzato che la stessa era appena stata truffata.

Gli operanti quindi, assieme alla donna, facevano accesso all’abitazione riuscendo così a contattare la vittima.

Il veicolo in questione, giunto a Udine, veniva notato mentre sostava di fianco ad un terzo giovane; quest’ultimo riceveva un qualcosa dal passeggero per poi dirigersi immediatamente presso una struttura ricettiva ubicata a pochi metri. Alla luce di ciò, un equipaggio provvedeva a bloccare il veicolo con due giovani a bordo, mentre il restante personale procedeva ad identificare l’ospite dell’hotel, riuscendo a recuperare, al termine di perquisizione, tutta la merce precedentemente asportata all’anziana donna.

L’anziana donna, sia sul posto che in sede di querela, dichiarava di essere stata contattata da un finto avvocato il quale le riferiva che la figlia era stata coinvolta in un incidente stradale, aveva investito una bambina che necessitava di essere operata e che per tale motivo c’era bisogno di molto denaro. Allorquando la donna riferiva di non avere contanti, l’interlocutore asseriva che erano sufficienti anche dei monili d’oro, pertanto la donna recuperava due fedi, un anello, due catenine d’oro con ciondoli e dei gemelli. La donna, quindi, posizionava i preziosi sul tavolo in attesa di un collaboratore dell’avvocato che da lì a poco sarebbe giunto per recuperare il tutto, così come precedentemente riferitole telefonicamente.

Dopo alcuni minuti effettivamente giungeva il falso collaboratore dell’avvocato al quale l’anziana donna consegnava tutto l’oro.

Al termine dell’attività i tre giovani venivano tratti in arresto ed associati alla locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Dopo la convalida degli arresti, il GIP ha disposto per tutti e tre la misura della custodia cautelare in carcere, ove permangono.

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