A Brugnera una mostra racconta quasi trent’anni dei “Commedianti per scherzo”
Nella villa padronale di Villa Varda, dal 9 maggio al 21 giugno, un percorso dedicato alla compagnia nata a San Cassiano di Livenza e al suo legame con il territorio.
Villa Varda apre una finestra su una delle esperienze teatrali più radicate dell’area pordenonese. Nella villa padronale del parco di Brugnera sarà visitabile una mostra dedicata ai “Commedianti per scherzo”, gruppo nato a San Cassiano di Livenza e diventato nel tempo un punto di riferimento del teatro amatoriale locale.
L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 21 giugno nelle giornate di sabato e domenica. Il percorso ripercorre la crescita della compagnia, tra commedie in dialetto, attività con i più giovani, spettacoli per bambini e una presenza costante nella vita culturale del territorio.
Un percorso iniziato a metà degli anni Novanta
Le origini del gruppo risalgono all’estate del 1996, quando alcuni ragazzi decisero di riprendere un cammino teatrale già sperimentato negli anni precedenti con don Carlo Dal Pont. Da quell’iniziativa prese forma la compagnia, che debuttò nello stesso anno con “La sposa capricciosa” di Franco Roberto.
Nel 1997 arrivò “I casi sono due” di Armando Curcio, mentre il passaggio che definì in modo più netto l’identità del gruppo maturò nel 1999, con l’approdo al repertorio dialettale. In quell’occasione “Quatro done in una casa” di Paolo Giacometti contribuì a dare alla compagnia un profilo riconoscibile nel panorama delle filodrammatiche amatoriali.
Il dialetto, la formazione e il lavoro con i ragazzi
Nel corso degli anni il cartellone dei “Commedianti per scherzo” si è arricchito di farse, testi brillanti e produzioni dialettali. Tra i titoli portati in scena figurano “La dote de Gigeta”, “Per la regola”, “La serva astuta”, “In Pretura”, “Me toca pagar anca le tasse”, “Un grazioso via vai”, “Tut par colpa dell’INPS”, “Copè la vecia tosa”, “Il morto sta bene in salute” e “Che tragedia”.
Una tappa significativa arrivò nel 2006 grazie a un laboratorio guidato dall’attrice pordenonese Carla Manzon. Da quell’esperienza nacque anche la regia di “Me toca pagar anca le tasse” di Roberto Fera, collaborazione proseguita poi nel 2008 con “Un grazioso via vai” di Marco Tassara.
Accanto all’attività principale, la compagnia ha dedicato energie anche ai più giovani, seguendo per alcuni anni un gruppo di ragazzi impegnati in sketch e brevi rappresentazioni. Quei lavori furono presentati anche durante la Festa della Famiglia, appuntamento legato alla figura di don Carlo Dal Pont. Tra le prove portate in scena compaiono “Grammatica” di Eugene Labiche, nel 2006, e “Javol”, commedia brillante in un atto, nel 2007.
Dalle produzioni recenti ai progetti per i bambini
Negli ultimi anni il gruppo ha continuato a rinnovare il proprio repertorio. Nel 2014 è tornato sul palco “Villa Paradiso”, rilettura della prima commedia rappresentata nel 1976 dalla filodrammatica sancassianese guidata da don Carlo Dal Pont. A seguire sono arrivati anche “Benvenuto Reverendo”, “Tornano i Conti”, “Gobbo il Re e storta la Regina” e “Fumo negli occhi”, spettacolo seguito dal regista Daniele Baron Toaldo.
La compagnia ha sviluppato anche una linea di lavoro rivolta all’infanzia. Nel 2022 ha proposto “San Nicolò. Storia, miracoli, tradizioni” e “L’orcio pieno di monete e le fate dell’acqua”. Più di recente, insieme alla sezione provinciale di Pordenone dell’AFDS, ha dato vita a “Gocciolina spazza Virus”, spettacolo ispirato al fumetto “Corri Gocciolina” e pensato per sensibilizzare sul tema della donazione di sangue nelle scuole. Il debutto si è tenuto domenica 8 dicembre 2024.
La mostra di Brugnera mette insieme questo lungo itinerario umano e artistico, costruito senza perdere il rapporto con la comunità da cui la compagnia è nata. Dal 1997 i “Commedianti per scherzo” fanno parte della F.I.T.A. e, già nel 1998, contribuirono con le altre compagnie del territorio alla nascita del Comitato provinciale di Pordenone della Federazione. L’appuntamento di Villa Varda offre così anche l’occasione per rileggere un pezzo di storia culturale friulana attraverso il teatro amatoriale.