Al Bluenergy il Friuli del 1976 entra in campo: omaggio al sisma prima di Udinese-Torino

Prepartita dedicato alla memoria del terremoto e alla ricostruzione: in campo istituzioni, sindaci e volontari accolti dallo stadio di Udine.

03 maggio 2026 01:16
Al Bluenergy il Friuli del 1976 entra in campo: omaggio al sisma prima di Udinese-Torino -
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Non è stato un semplice avvicinamento alla partita. Al Bluenergy Stadium, prima di Udinese-Torino, il pubblico ha assistito a una cerimonia pensata per riportare al centro una pagina decisiva della storia friulana: il terremoto del 1976 e la forza con cui il territorio seppe rimettersi in piedi.

L’appuntamento di Udine è stato inserito nel calendario delle iniziative per il 50° anniversario del sisma. Solo dopo il momento commemorativo è arrivato il calcio giocato, con la vittoria bianconera per 2-0 firmata da Ehizibue e Kristensen.

Il clima del pre-gara ha unito memoria civile e identità locale, trasformando lo stadio in uno spazio di riconoscimento collettivo per amministratori, soccorritori e comunità che hanno custodito nel tempo il ricordo di quei giorni.

Il tributo del club e il simbolo del cinquantenario

Tra i protagonisti della cerimonia anche i rappresentanti della Regione. Sul terreno di gioco hanno preso la parola il vicegovernatore con delega allo Sport Mario Anzil, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

Anzil ha richiamato il legame profondo tra l’Udinese e il Friuli, soffermandosi sulla ferita lasciata dal terremoto e sulla capacità della comunità di reagire. Riccardi, che coordina gli eventi per il cinquantenario, ha ringraziato la società per aver scelto di dedicare la gara e una maglia speciale al ricordo del sisma.

Nel corso del cerimoniale, l’assessore ha consegnato al presidente dell’Udinese Franco Soldati il crest con il logo del 50° anniversario, nato da un disegno realizzato da giovani studenti. Un passaggio simbolico che ha voluto legare sport, memoria e nuove generazioni.

In campo i Comuni colpiti, sugli spalti i volontari

Uno dei momenti più significativi è stato l’ingresso a bordo campo dei 45 sindaci dei Comuni danneggiati e gravemente danneggiati dal terremoto. La loro presenza ha dato alla commemorazione un profilo fortemente territoriale, riportando dentro lo stadio le voci delle comunità segnate dal sisma.

Sugli spalti erano presenti anche circa tremila volontari della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e degli Alpini, invitati come forma di riconoscenza per il lavoro svolto in questi decenni e per il valore che queste realtà continuano a rappresentare in Friuli.

Ad aprire la cerimonia è stata la Fanfara della Brigata Alpina Julia. Accanto all’inno nazionale, nello stadio è risuonata anche “Stelutis Alpinis”, scelta che ha rafforzato ulteriormente il tono identitario dell’iniziativa.

Le presenze istituzionali e il richiamo al “Modello Friuli”

Alla commemorazione hanno partecipato, tra gli altri, Franco Soldati e il direttore generale dell’Udinese Franco Collavino, il direttore della Protezione civile Amedeo Aristei, il comandante regionale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, la comandante dei Vigili del fuoco di Udine Alessandra Basciù, la comandante di Gorizia Cira Piscitelli e il vicecomandante della Brigata Alpina Julia Ruggero Cucchini.

Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato il valore del “Modello Friuli” nella fase della ricostruzione, ricordando anche Giuseppe Zamberletti e una frase rimasta nel tempo come sintesi di quell’esperienza: “Ma lì c’erano i friulani”. Un riferimento che ha riportato l’attenzione non solo sull’emergenza di allora, ma soprattutto sulla risposta collettiva che ne seguì.

La serata di Udine ha così tenuto insieme sport e memoria pubblica. Prima del fischio d’inizio, il Bluenergy Stadium è diventato per qualche minuto il luogo in cui il Friuli ha riconosciuto se stesso, la propria storia e chi, mezzo secolo fa e negli anni successivi, contribuì alla rinascita della regione.

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