Biotecnologie, la Regione rilancia: 137 iniziative sostenute in Friuli Venezia Giulia

A Trieste l’edizione 2026 di EuroBioHighTech: dal comparto farmaceutico ai rapporti con Austria, Slovenia e Croazia, il settore resta tra quelli strategici.

25 settembre 2026 12:05
Biotecnologie, la Regione rilancia: 137 iniziative sostenute in Friuli Venezia Giulia -
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Il biohightech resta uno dei terreni su cui il Friuli Venezia Giulia concentra una parte rilevante della propria strategia per innovazione e sanità. A Trieste, durante l’undicesima edizione di EuroBioHighTech, è stato richiamato il dato che fotografa l’impegno regionale: più di 20 milioni di euro destinati a 137 progetti legati a ricerca, impresa e applicazioni in ambito medico.

L’appuntamento si è svolto all’Urban Center di corso Cavour, all’interno del programma di Trieste Next 2026, e ha riportato al centro un settore che in regione viene considerato decisivo anche per la crescita del sistema produttivo e della formazione avanzata.

Una filiera che unisce università, imprese e salute

Nel corso dell’apertura dei lavori, l’assessore regionale alla Formazione, Lavoro, Ricerca e Università Alessia Rosolen ha indicato come punto di forza del Friuli Venezia Giulia la capacità di mettere in connessione percorsi diversi: ricerca scientifica, preparazione specialistica, sviluppo industriale e ricadute concrete per il sistema sanitario.

Secondo l’esponente della giunta, la sfida nelle biotecnologie si gioca soprattutto sulla tempestività delle scelte e sulla costruzione di una rete solida tra soggetti pubblici e privati. In questa prospettiva, la regione avrebbe consolidato negli anni una presenza riconoscibile nel comparto, evitando chiusure territoriali e puntando su una logica di integrazione.

Le risorse messe in campo dalla Regione

Tra gli elementi evidenziati durante l’incontro c’è il sostegno economico garantito al settore, con finanziamenti che hanno accompagnato aziende, startup e spin off nei processi di crescita e di sviluppo tecnologico. Il riferimento è a un insieme di interventi che ha interessato 137 progettualità, per un valore complessivo superiore ai 20 milioni di euro.

Rosolen ha inoltre richiamato il ruolo del cluster dedicato al biohightech, attivato dalla Regione con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese e favorire nuove occasioni di innovazione. Un passaggio che viene letto come parte di una strategia più ampia per consolidare in Friuli Venezia Giulia un ecosistema specializzato.

Farmaci, investimenti e cooperazione oltre confine

La giornata, coordinata da Diego Bravar, è stata organizzata attorno a quattro tavole rotonde. I temi affrontati hanno toccato questioni molto concrete per il comparto: la produzione e la commercializzazione dei farmaci, il finanziamento delle tecnologie biohightech, le novità nel campo farmacologico e i rapporti di collaborazione con le aree vicine.

Proprio la dimensione transfrontaliera rappresenta uno degli aspetti più significativi per il Friuli Venezia Giulia. Nel confronto è stato infatti riservato spazio ai legami con Austria, Slovenia e Croazia, interlocutori naturali per una regione che guarda alla direttrice mitteleuropea anche nelle politiche dell’innovazione.

Il nodo sanità tra dati e intelligenza artificiale

Nel suo intervento, l’assessore ha posto attenzione anche al versante sanitario, dove l’integrazione tra competenze diverse viene ritenuta sempre più necessaria. Il riferimento è a un ambito in cui la gestione dei dati e l’uso dell’intelligenza artificiale stanno diventando centrali per ricerca, diagnosi e sviluppo di nuove soluzioni.

Nel dibattito è emersa anche una valutazione sul quadro europeo, ritenuto in ritardo rispetto alla velocità con cui queste trasformazioni stanno ridisegnando il settore. EuroBioHighTech, inserito nel cartellone di Trieste Next 2026 e ospitato il 25 settembre, si conferma così come uno degli appuntamenti in cui il Friuli Venezia Giulia misura le proprie ambizioni in un comparto considerato strategico per il futuro regionale.

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