Bilancio regionale, Honsell boccia il mini assestamento: "Spese frammentate e nessuna rotta per il Friuli Venezia Giulia"

Il consigliere di Open Sinistra Fvg contesta la manovra autunnale: nel mirino i fondi distribuiti senza priorità, il museo ferroviario e la cancellazione dell’Osservatorio sul caporalato.

A cura di Web Team Web Team
16 ottobre 2026 22:01
Bilancio regionale, Honsell boccia il mini assestamento: "Spese frammentate e nessuna rotta per il Friuli Venezia Giulia" -
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Nel dibattito sul mini assestamento d’autunno della Regione emerge una critica netta dall’opposizione. Dopo il voto in Aula del 16 ottobre, Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, ha definito il provvedimento una manovra priva di indirizzo politico forte, incapace secondo lui di incidere in modo duraturo sul Friuli Venezia Giulia.

Il giudizio espresso dal consigliere riguarda un pacchetto di misure finanziarie multisettoriali che vale poco meno di 100 milioni di euro. Per Honsell si tratta però di risorse disperse in molti interventi separati, senza una linea capace di produrre effetti strutturali sul territorio regionale.

La critica politica: "Manca una strategia"

Open Sinistra Fvg ha annunciato voto contrario al provvedimento. Honsell sostiene che la Regione continui a seguire una logica fatta di contributi distribuiti in più direzioni, senza strumenti selettivi in grado di premiare innovazione, sostenibilità e sviluppo di lungo periodo.

Nella sua lettura, questa impostazione non orienta davvero né l’economia né le dinamiche sociali del territorio. Il punto centrale della contestazione è proprio qui: per il consigliere non basta finanziare molti capitoli, se manca una scelta chiara sulle priorità da perseguire.

Le opere contestate e il tema ambientale

Tra i passaggi più critici della nota c’è il riferimento agli investimenti che, secondo Honsell, continuano a favorire modelli poco sostenibili. Nel mirino finisce anche il finanziamento di oltre 5 milioni di euro per la bretella Palmanova-Manzano, indicato come un esempio di consumo di suolo che andrebbe evitato.

Il consigliere collega questa scelta a un quadro più ampio che, a suo avviso, vede ancora incentivi legati ai combustibili fossili e un atteggiamento troppo prudente rispetto alle misure necessarie per affrontare il cambiamento climatico. Una critica che punta quindi non solo alla singola voce di spesa, ma all’impostazione generale della manovra.

Il nodo dei treni regionali e i 10 milioni per il museo

Un altro punto sollevato riguarda i 10 milioni destinati a un museo ferroviario. Honsell giudica discutibile questo stanziamento se confrontato con le difficoltà che ancora interessano il trasporto su rotaia in regione.

Nel suo intervento richiama infatti le carenze presenti su alcune tratte considerate fondamentali, dove collegamenti e materiale rotabile vengono descritti come datati. Da qui la contestazione sulla scelta di investire su una struttura museale mentre, secondo l’esponente di Open Sinistra Fvg, restano aperti problemi concreti per i pendolari e per chi utilizza ogni giorno il servizio ferroviario regionale.

La polemica sull’Osservatorio contro il caporalato

Il passaggio più duro della presa di posizione riguarda però la soppressione dell’Osservatorio regionale per il contrasto al caporalato in agricoltura, decisione che Honsell attribuisce alla maggioranza Fedriga.

Per il consigliere si tratta di una scelta grave, destinata ad avere ricadute sui lavoratori più esposti a sfruttamento e fragilità. È questo, secondo lui, l’aspetto che rischia di segnare maggiormente il mini assestamento approvato in Aula.

La presa di posizione di Honsell aggiunge così un nuovo fronte di confronto politico attorno alla manovra autunnale della Regione, tra contestazioni sulle priorità di spesa, infrastrutture, mobilità e tutele nel lavoro agricolo.

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