Manovra regionale, Moretuzzo si sfila: «Mancano risposte sui nodi veri del Friuli Venezia Giulia»
Il consigliere di opposizione contesta l’assestamento bis: dubbi su turismo, ambiente, sanità e sulla soppressione dell’Osservatorio contro il caporalato.
Nel dibattito sull’assestamento bis della Regione, il giudizio più netto arriva dall’opposizione. Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG e relatore di minoranza sul provvedimento, boccia l’impianto della manovra e sostiene che il testo non offra una direzione credibile sui problemi strutturali del Friuli Venezia Giulia.
La posizione espressa a Trieste mette in fila alcune contestazioni precise: dalla scelta di cancellare l’Osservatorio regionale sul caporalato alle risorse ancora destinate alla promozione turistica, fino alle valutazioni negative su sanità e politiche ambientali. Il gruppo, al termine dell’esame, ha annunciato l’astensione.
Il nodo politico della manovra
Secondo Moretuzzo, il provvedimento mette insieme interventi anche molto diversi tra loro, con alcuni passaggi ritenuti utili ma senza un disegno complessivo capace di affrontare le grandi questioni aperte nella regione. Nel suo intervento richiama in particolare le pressioni economiche, i cambiamenti climatici e l’andamento demografico, temi che a suo avviso richiederebbero scelte più organiche.
Il consigliere riconosce la presenza di misure considerate positive, come il sostegno alle imprese impegnate nella transizione energetica e lo scorrimento di alcune graduatorie. Per l’esponente del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, però, questi elementi non bastano a cambiare il giudizio di fondo su una legge che ritiene orientata più a risposte frammentarie che a una strategia di lungo periodo.
Caporalato, il punto più contestato
Tra i passaggi che Moretuzzo considera più gravi c’è l’eliminazione dell’Osservatorio regionale sul caporalato. La definisce una decisione sbagliata, perché interviene su uno strumento legato a un tema delicato come quello dello sfruttamento del lavoro, che in una regione di confine e con filiere produttive articolate resta particolarmente sensibile.
È uno dei punti su cui l’opposizione concentra maggiormente le critiche, leggendo la soppressione come un segnale politico negativo dentro una manovra che, nel complesso, viene giudicata distante dalle priorità più urgenti del territorio.
Dubbi sui fondi per la promozione turistica
Un altro fronte aperto riguarda le somme assegnate ai piani promozionali di PromoTurismoFVG. Moretuzzo osserva che questi stanziamenti compaiono con continuità nelle variazioni e negli assestamenti di bilancio, mentre continuerebbero a mancare, secondo la sua lettura, valutazioni sufficientemente chiare sulla loro efficacia e sulle priorità effettive perseguite dalla Regione.
Il tema tocca da vicino anche il Friuli, dove il peso del turismo cresce ma si accompagna al dibattito su come distribuire le risorse pubbliche tra promozione, servizi e altri settori considerati essenziali. Proprio su questo equilibrio il capogruppo chiede un cambio di impostazione.
Ambiente e sanità tra le riserve dell’opposizione
Nelle sue osservazioni trovano spazio anche le politiche ambientali. Moretuzzo parla di un progressivo indebolimento delle misure collegate alla legge FVGreen, indicando questo aspetto come l’ennesimo segnale di un ridimensionamento delle scelte legate alla transizione ecologica.
Sul versante sanitario, invece, il rilievo riguarda l’assenza di interventi e risorse ritenuti adeguati rispetto alle difficoltà che, secondo il consigliere, cittadini e personale affrontano quotidianamente. Da qui la conclusione politica: le parti giudicate utili non compensano i limiti complessivi del testo e non delineano una prospettiva convincente per il futuro del Friuli Venezia Giulia.
Per questo il gruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG ha scelto di non votare a favore, fermandosi all’astensione. Una posizione che, nelle intenzioni dell’opposizione, vuole marcare la distanza da una manovra ritenuta priva di un vero cambio di passo sui dossier più pesanti per la regione.