Bernardis: verso un’applicazione più flessibile e graduale della legge 38/2001 per la minoranza slovena
Il presidente della V Commissione regionale punta su pragmatismo e supporto concreto ai Comuni per tutelare la comunità slovena in Friuli Venezia Giulia
TRIESTE – La legge 38 del 2001, che tutela la minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia, necessita oggi di un approccio più pragmatico e progressivo per essere pienamente efficace.
Questo è il messaggio emerso durante l’incontro "25 anni della legge di tutela 38/2001: lo sloveno nella pubblica amministrazione", tenutosi al Kulturni dom di Gorizia, dove il consigliere regionale Diego Bernardis ha illustrato la sua visione sull’argomento.
Bernardis, presidente della V Commissione consiliare, ha sottolineato come l’attuazione della norma non debba basarsi su meccanismi automatici o rigidi, ma piuttosto su un ascolto attento delle esigenze espresse dai territori interessati. Solo così, ha spiegato, si possono creare interventi amministrativi equilibrati che rispettino le diverse sensibilità locali e garantiscano un’effettiva inclusione della minoranza slovena.
Ascolto e gradualità per superare le difficoltà operative
Le complessità finora riscontrate nell’applicazione della legge 38/2001 non possono essere affrontate con soluzioni imposte dall’alto, afferma Bernardis. Piuttosto, è indispensabile un accompagnamento costante e concreto ai Comuni, affinché questi possano adeguarsi con gradualità alle disposizioni, senza incorrere in inutili complicazioni burocratiche. La strada indicata è quella di un dialogo continuo tra istituzioni e comunità locali.
Multilinguismo: risorsa culturale e sociale per Gorizia e il Friuli Venezia Giulia
Nel corso del suo intervento, Bernardis ha evidenziato come il multilinguismo rappresenti un’opportunità preziosa per il territorio, non solo dal punto di vista culturale ma anche sociale. Ha definito la città di Gorizia un vero e proprio “laboratorio naturale” di convivenza e dialogo, dove la presenza slovena contribuisce a un arricchimento collettivo. La Regione viene chiamata a mantenere il proprio impegno nel sostenere gli enti locali, affinché questa pluralità linguistica sia sempre riconosciuta e valorizzata.
Un confronto partecipato tra istituzioni e associazioni culturali
Bernardis ha attribuito grande valore al confronto avvenuto con realtà come l’Unione culturale economica slovena (Skgz), l’associazione Bratina e il Kulturni dom, che hanno partecipato all’incontro. Ha inoltre menzionato il dialogo con il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, insieme all’ex deputato Guido Germano Pettarin, al consigliere regionale Diego Moretti e a esponenti delle forze civili e militari. Questo scambio ha ribadito l’importanza di tutelare e valorizzare le radici culturali della regione come fondamento per un futuro all’insegna del rispetto reciproco e della collaborazione.
Secondo Bernardis, la gradualità e la concretezza nell’applicazione della legge 38/2001 rappresentano la chiave per un’efficace tutela della minoranza slovena e per una convivenza che rispetti le diverse identità della regione.
In conclusione, per il consigliere regionale il rilancio della tutela della minoranza slovena passa attraverso un approccio che sappia contemperare le esigenze istituzionali con la realtà quotidiana dei territori, favorendo così un percorso inclusivo e partecipato.