Basiliano al centro del progetto archeologico friulano: 17 Comuni lavorano al nuovo museo

Presentato a Udine lo studio tecnico-economico di Terre dei Castellieri: il polo espositivo di Basiliano sarà il punto di riferimento della rete protostorica regionale.

29 settembre 2026 20:40
Basiliano al centro del progetto archeologico friulano: 17 Comuni lavorano al nuovo museo -
Condividi

Basiliano viene indicato come il baricentro di un progetto che punta a dare una casa comune alla protostoria friulana. Con la presentazione dello studio di fattibilità di Terre dei Castellieri, prende forma l’ipotesi di un museo archeologico capace di collegare siti, reperti e attività di ricerca distribuiti in un’ampia parte del territorio regionale.

L’incontro si è tenuto a Udine, nella sede della Regione, e ha riunito amministratori locali, tecnici e istituzioni coinvolte nel percorso. Attorno all’iniziativa si muovono 17 Comuni, insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia, all’Università di Udine, alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e a Banca 360 Credito Cooperativo FVG.

Un polo a Basiliano per raccontare la rete dei castellieri

L’idea illustrata durante la riunione è quella di realizzare a Basiliano uno spazio museale che non si limiti a custodire materiali archeologici, ma che aiuti anche a leggere in modo unitario la presenza dei tumuli e dei castellieri nel Friuli Venezia Giulia. Il museo dovrebbe diventare il luogo in cui il pubblico può orientarsi dentro una rete diffusa di testimonianze protostoriche.

Lo studio di architettura a-fact ha presentato l’impostazione concettuale della futura struttura e del percorso espositivo. Tra i punti centrali c’è la volontà di affiancare ai reperti strumenti di ricostruzione digitale, così da rendere più accessibili le ricerche e offrire una narrazione comprensibile anche a chi non ha competenze specialistiche.

Nel corso dell’appuntamento, il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil ha richiamato la necessità di un museo con un linguaggio contemporaneo, capace di tenere insieme tutela, divulgazione e valorizzazione. Alla riunione era presente anche il sindaco di Sedegliano Debora Donati, che ha presieduto l’incontro.

Chi partecipa al percorso condiviso

Il protocollo d’intenti mette insieme Basiliano, Campoformido, Castions di Strada, Codroipo, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Lestizza, Meduno, Mereto di Tomba, Montereale Valcellina, Pozzuolo del Friuli, Rive d'Arcano, Sedegliano, Spilimbergo e Udine. Si tratta di un perimetro ampio, costruito attorno a un patrimonio archeologico diffuso e non concentrato in un solo centro.

Accanto ai Comuni operano anche gli enti scientifici e istituzionali che seguono il progetto. Lo studio di fattibilità è stato predisposto dal Comitato tecnico-scientifico, nel quale siedono rappresentanti della Soprintendenza, della Regione, dell’Università di Udine, un referente dei 17 enti locali e Banca 360. Il gruppo si è riunito nove volte.

Terre dei Castellieri, verso il museo archeologico di Basiliano con 17 Comuni

Il passaggio successivo: la Fondazione

Tra i nodi operativi emersi c’è la costituzione di una Fondazione di partecipazione, già prevista da una norma regionale. Gli uffici della direzione Cultura della Regione hanno predisposto una bozza di statuto, che dovrà ora essere discussa con tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

Il cronoprogramma indicato durante il confronto punta a portare il testo all’esame e all’approvazione dei Consigli comunali dei 17 enti entro la fine del 2026. Nel percorso sarà necessario anche il confronto con il Ministero della Cultura.

Ricerca, didattica e richiamo turistico

Il progetto non guarda soltanto alla conservazione dei reperti. Nella visione illustrata durante l’incontro, Terre dei Castellieri può diventare uno strumento utile anche per la didattica, per la diffusione delle conoscenze e per costruire nuove occasioni di turismo culturale in Friuli.

In questo scenario Basiliano assumerebbe il ruolo di porta d’ingresso a un sistema più ampio, offrendo una chiave di lettura unitaria della protostoria regionale. Sullo sfondo resta anche il collegamento con la proposta di candidatura Unesco che ha nel colle di Udine il proprio fulcro.

Tra le prospettive richiamate c’è infine quella del cosiddetto turismo delle origini, rivolto ai corregionali che vivono all’estero e tornano nei luoghi delle famiglie. L’obiettivo, in questo caso, è affiancare al legame affettivo con il territorio anche una conoscenza più profonda delle sue radici storiche.

Segui Prima Friuli