Barriere architettoniche, in Friuli Venezia Giulia più di un Comune su due ha già il proprio Piano

La Regione fa il punto sui Peba: 127 amministrazioni li hanno adottati, quasi 8 milioni già assegnati per 108 interventi sul territorio.

01 ottobre 2026 18:05
Barriere architettoniche, in Friuli Venezia Giulia più di un Comune su due ha già il proprio Piano -
Condividi

L’accessibilità degli spazi pubblici in Friuli Venezia Giulia passa sempre più dai Peba, i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’ultimo aggiornamento regionale indica che sono 127 i Comuni che hanno già compiuto questo passaggio, su un totale di 215 amministrazioni: una quota che supera il 59%.

Il quadro è stato tracciato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha riepilogato sia lo stato di adozione dei Piani sia le risorse messe a disposizione per prepararli e tradurli poi in opere concrete.

Dai documenti agli interventi finanziati

Il dato più rilevante, per i territori, è che la pianificazione non resta solo sulla carta. La Regione ha già sostenuto 108 opere distribuite in 71 Comuni, per un valore complessivo di 7.947.907 euro. L’obiettivo è accompagnare le amministrazioni dal censimento delle criticità alla realizzazione di interventi su edifici pubblici, percorsi urbani e aree aperte.

L’adozione del Piano, infatti, non rappresenta soltanto uno strumento di programmazione locale: è anche la condizione necessaria per poter ottenere i contributi destinati all’abbattimento degli ostacoli fisici presenti nei centri abitati.

Accessibilità in Friuli Venezia Giulia, il 59% dei Comuni ha adottato il Peba

Quanti Comuni hanno adottato il Peba

Per arrivare a questo risultato, la Regione ha finanziato 143 Comuni per la stesura o l’aggiornamento dei Peba, con uno stanziamento totale di 1.427.203 euro. Tra questi enti, 46 non hanno ancora concluso l’iter che porta all’adozione formale del Piano.

Un altro elemento sottolineato nel monitoraggio riguarda il peso avuto dalle Linee guida regionali. Dei 127 Peba già adottati, 97 sono stati approvati dopo l’introduzione di questo strumento di supporto, segnale di una spinta concreta alla diffusione del modello su scala regionale.

Tra i dati messi in evidenza c’è anche quello relativo agli ex capoluoghi del Friuli Venezia Giulia, che risultano tutti dotati del proprio Piano. L’adozione più recente è quella di Trieste, approvata dal Consiglio comunale il 18 maggio 2026 per le aree di Servola, Chiarbola e San Giacomo.

Strumenti regionali per Comuni, tecnici e cittadini

Il percorso previsto dalla legge regionale 10/2018 si basa su una logica precisa: prima individuare le barriere presenti, poi stabilire le priorità e infine sostenere economicamente le opere ritenute necessarie. In questa impostazione, il Peba diventa un riferimento operativo per leggere i problemi e decidere dove intervenire per primi.

Accanto ai finanziamenti, la Regione ha messo a disposizione strumenti tecnici dedicati. Le Linee guida per la redazione dei Piani sono state predisposte con il contributo delle Università di Udine e Trieste e del Criba Fvg, il Centro regionale d’informazione su barriere architettoniche e accessibilità.

Dal 2024 è inoltre disponibile PEBA FVG, applicativo pensato per consentire ai Comuni di rilevare le criticità con criteri omogenei, archiviare i dati e consultarli attraverso una banca dati regionale. Le informazioni possono essere esportate anche verso sistemi Gis esterni per ulteriori elaborazioni.

A questo si affianca il portale FVG Accessibile, che rende disponibili dati e strumenti utili sia alle amministrazioni sia ai cittadini. Tra le funzioni attive c’è anche “Segnala la barriera”, servizio con cui è possibile indicare direttamente ai Comuni le difficoltà riscontrate negli spazi pubblici. Per la Regione, disporre di dati affidabili e uniformi resta un passaggio decisivo per orientare al meglio le risorse e definire le priorità sul territorio.

Segui Prima Friuli