Barcola, una targa per Fertilia: Trieste rinnova il filo della memoria dell’esodo

Nello squero della pineta una dedica alla località sarda che accolse tanti profughi giuliano-dalmati. Presenti istituzioni triestine e delegazione da Alghero.

16 maggio 2026 00:17
Barcola, una targa per Fertilia: Trieste rinnova il filo della memoria dell’esodo -
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Nel cuore del lungomare di Barcola, uno dei luoghi più riconoscibili di Trieste, è stato aggiunto un nuovo segno pubblico legato alla storia del confine orientale: lo squero della pineta porta da ora il nome di “Fertilia-Città giuliana di Sardegna”. La cerimonia ha messo al centro un rapporto che attraversa il Novecento e arriva fino all’identità contemporanea della città.

La scelta non riguarda soltanto una intitolazione formale. Per Trieste assume il valore di un richiamo visibile a una vicenda che continua a interpellare il territorio friulano e giuliano, quella dell’Esodo giuliano-dalmata e delle comunità costrette a ricostruire altrove la propria vita dopo la guerra.

Un nome che riporta a una pagina decisiva del dopoguerra

Fertilia, oggi frazione del Comune di Alghero, nel secondo dopoguerra divenne uno dei luoghi simbolo dell’accoglienza per gli esuli istriani, fiumani e dalmati. In quella realtà sarda si formò nel tempo una comunità che conservò abitudini, memoria familiare e riferimenti culturali legati alle terre lasciate sull’Adriatico orientale.

Proprio per questo il nome di Fertilia, collocato in uno spazio marittimo triestino, richiama una traiettoria storica fatta di partenze forzate, approdi e ricostruzione. Il mare, in questa lettura, non è soltanto sfondo geografico, ma elemento che unisce luoghi distanti dentro una stessa memoria collettiva.

Il senso dell’iniziativa per Trieste

Durante l’incontro istituzionale, l’intitolazione è stata presentata come un passaggio significativo nel lavoro di approfondimento e divulgazione dedicato all’Esodo, percorso che le istituzioni portano avanti dal 2004. L’obiettivo dichiarato è anche quello di rendere più conosciuta una vicenda storica che, nonostante il suo peso per questo territorio, non è ancora pienamente compresa da tutta la popolazione.

In questa prospettiva, la nuova targa diventa uno strumento di memoria quotidiana: non un gesto riservato alle ricorrenze, ma un segnale stabile nello spazio urbano, capace di riportare il tema all’attenzione di residenti, visitatori e nuove generazioni.

Roberti: conoscere meglio la storia di Fertilia

L’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha richiamato il legame profondo tra Fertilia e l’area della Venezia Giulia, ricordando come la storia della cittadina sarda sia strettamente connessa a Trieste e all’Istria italiana. Un passaggio che, nelle intenzioni espresse durante la cerimonia, dovrebbe aiutare a far emergere con più chiarezza questa eredità storica e identitaria.

Il riferimento è a una consapevolezza che, secondo quanto evidenziato, resta ancora incompleta. Da qui l’auspicio che l’intitolazione dello squero possa contribuire a diffondere una conoscenza più ampia di ciò che rappresentò Fertilia per tante famiglie provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico.

La presenza delle istituzioni e il legame con Alghero

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e una delegazione arrivata da Fertilia, guidata dal sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto. Una presenza che ha dato alla giornata anche un significato istituzionale, confermando un rapporto consolidato nel tempo fra le due realtà.

I legami tra Trieste e Fertilia, infatti, si sono costruiti attraverso iniziative commemorative e progetti dedicati alla memoria delle comunità adriatiche. La dedica nello squero di Barcola si inserisce in questo percorso e lo rende ancora più riconoscibile in un luogo fortemente simbolico per la città.

Per Trieste, e più in generale per il Friuli Venezia Giulia, il nuovo nome dello squero non è soltanto una scelta toponomastica. È un modo concreto per tenere insieme storia locale, memoria dell’esodo e rapporto con una comunità che, pur lontana geograficamente, continua a far parte della stessa vicenda civile.

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