Azzano Decimo, la voce di Eleonora Carrer diventa un libro: in uscita “Il coach è lei”

Dal 16 ottobre in libreria il racconto dell’allenatrice che ad Azzano Decimo guida una squadra maschile: sport, ostacoli e vita fuori dal campo.

29 settembre 2026 18:01
Azzano Decimo, la voce di Eleonora Carrer diventa un libro: in uscita “Il coach è lei” -
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Ad Azzano Decimo il basket ha da tempo un volto riconoscibile in panchina, quello di Eleonora Carrer. Da venerdì 16 ottobre 2026 la sua esperienza prenderà anche la forma di un libro: si intitola “Il coach è lei. La mia storia di allenatrice nel basket dei maschi” ed esce per Ediciclo Editore.

Per il territorio pordenonese non è soltanto una novità editoriale legata allo sport. Il volume porta in primo piano una storia maturata proprio nelle palestre friulane, dove Carrer, residente ad Azzano Decimo, si è costruita un percorso raro nel panorama regionale: secondo quanto riferito dall’editore, è l’unica donna in Friuli Venezia Giulia alla guida di una squadra senior maschile.

Il libro, curato da Lorenzo Iervolino, raccoglie anni di campo, partite e confronti quotidiani, ma anche tutto ciò che un ruolo come il suo continua a trascinarsi dietro in termini di stereotipi e resistenze. Non solo risultati sportivi, quindi, ma anche il peso di dover essere riconosciuta come allenatrice in un ambiente che spesso ha faticato ad accettarlo.

Una storia nata nelle palestre del Friuli occidentale

Carrer, nata a Caorle nel 1983, vive ad Azzano Decimo e allena nel contesto del basket locale e del Triveneto. Nel libro ripercorre il proprio cammino partendo dalla panchina e da ciò che le è accaduto attorno: diffidenza, episodi di svalutazione e un atteggiamento che in più occasioni ha messo in discussione il suo ruolo non per motivi tecnici, ma per il fatto di essere una donna.

Tra i passaggi del racconto compaiono situazioni ricorrenti durante le gare, quando interlocutori e avversari finivano per rivolgersi al suo vice come se fosse lui il responsabile tecnico. Accanto a questo, anche insulti arrivati dalle tribune e perfino una chat WhatsApp creata, come lei stessa riferisce, per colpirla sul piano personale.

La panchina, le resistenze, il campionato vinto

Uno dei punti più forti del volume riguarda il ritorno in serie D maschile. Carrer racconta di aver trovato giocatori poco disposti ad accettare di essere allenati da una donna. In quel contesto, la sfida non è stata solo tattica o sportiva, ma anche culturale.

Da quella situazione, però, prende forma una risalita: la ricostruzione del gruppo, il lavoro all’Azzano Basket e infine la vittoria del campionato. Un passaggio che per il territorio assume un significato particolare, perché lega una realtà locale a un tema più ampio, quello dello spazio ancora difficile da conquistare per le donne nei ruoli tecnici dello sport.

Nel libro anche la parte più privata

Il racconto non resta confinato al parquet. Carrer affronta anche aspetti personali molto delicati, compresa una relazione precedente segnata da controllo e violenza, dalla quale spiega di essere uscita grazie all’appoggio della famiglia e delle persone a lei vicine.

Il libro si allarga così oltre la dimensione autobiografica sportiva e diventa una testimonianza su quanto possa essere complicato, per una donna, vedere riconosciuta la propria parola e il proprio posto, sia nella vita privata sia in un ambiente competitivo come quello agonistico.

Maternità e lavoro, il doppio equilibrio

Tra le pagine trovano spazio anche maternità e professione. Carrer accetta la guida dell’Azzano Basket quando è incinta di quattro mesi e, dopo la nascita della seconda figlia, torna ad allenare continuando a gestire gli impegni familiari insieme a quelli sportivi.

Ricorda anche episodi molto concreti, come la necessità di salire in tribuna per allattare durante alcune partite o una trasferta affrontata con la figlia Ginevra ancora piccolissima. Scelte che le sono costate giudizi e critiche, con l’idea, ancora dura a morire, che una madre debba rinunciare a certi spazi invece di occuparli.

Dalla lettera dell’8 marzo all’uscita in libreria

All’origine del progetto editoriale c’è anche una lettera aperta pubblicata in occasione dell’8 marzo su La Giornata Tipo. Quel testo, diventato rapidamente molto condiviso, ha contribuito a far emergere una vicenda personale che poi si è trasformata in un libro più ampio e strutturato.

Il titolo scelto richiama una frase sentita molte volte a bordo campo, quando la sua presenza in panchina veniva fraintesa o ridimensionata. Il volume conta 240 pagine, ha un prezzo di 18 euro ed è pubblicato da Ediciclo Editore, casa editrice con sede a Portogruaro. Per Azzano Decimo e per il Friuli occidentale è anche il riconoscimento pubblico di una storia sportiva che qui, da anni, è già ben conosciuta.

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