Regeni, Fedriga richiama alla misura: «La sentenza non chiude il caso»

Il presidente del Friuli Venezia Giulia invita a non trasformare il verdetto di Roma in terreno di scontro politico: per lui resta un passaggio importante, ma non definitivo.

29 settembre 2026 17:19
Regeni, Fedriga richiama alla misura: «La sentenza non chiude il caso» -
Condividi

Per il Friuli Venezia Giulia il nome di Giulio Regeni continua a rappresentare una ferita aperta, e il pronunciamento arrivato da Roma viene letto in Regione come un avanzamento significativo, ma non ancora risolutivo. Su questo punto è intervenuto il presidente Massimiliano Fedriga, che ha invitato a tenere il confronto pubblico lontano dalle contrapposizioni di parte.

Il governatore ha commentato le reazioni seguite alla decisione della prima Corte d’Assise sul procedimento relativo alla morte del ricercatore friulano, sostenendo che il risultato giudiziario vada accolto per ciò che rappresenta: un tassello nel cammino verso un chiarimento pieno della vicenda.

Il richiamo del presidente della Regione

Fedriga ha espresso rammarico per il clima politico che, anche dopo la sentenza, continua a concentrarsi sulle polemiche. Nelle sue parole, il punto centrale dovrebbe essere un altro: accompagnare ogni passaggio utile ad arrivare a una ricostruzione completa dei fatti, senza piegare una storia così dolorosa a logiche di schieramento.

Il presidente della Regione ha definito il verdetto un primo approdo nella ricerca della verità, precisando però che non si può considerare esaurito l'accertamento su quanto accaduto. Da qui l'invito a leggere la decisione dei giudici con equilibrio, evitando interpretazioni strumentali.

Nel suo intervento, Fedriga ha anche osservato che su una vicenda di questa portata sarebbe auspicabile una reazione più condivisa da parte delle istituzioni e della politica nazionale, orientata soprattutto a sostenere il percorso di giustizia.

Un caso che tocca da vicino il Friuli

La presa di posizione del governatore assume un peso particolare proprio perché Regeni era friulano e la sua uccisione, avvenuta nel febbraio 2016, continua a coinvolgere direttamente il territorio. Per questo, ogni sviluppo processuale viene seguito qui con un'attenzione che non è solo istituzionale, ma anche civile.

Secondo Fedriga, la sentenza emessa a Roma non rappresenta un punto finale. Al contrario, si inserisce in una vicenda aperta da anni e ancora bisognosa di ulteriori risposte. Il riferimento del presidente è alla necessità di non fermarsi a una lettura parziale dell'esito processuale.

Dopo il verdetto, il nodo resta la verità completa

Il messaggio che arriva dalla Regione è dunque quello di una prudenza netta: riconoscere il valore del passaggio giudiziario senza presentarlo come conclusivo. In questa chiave, Fedriga ha richiamato l'esigenza di mantenere alta l'attenzione sull'obiettivo principale, cioè l'accertamento pieno delle responsabilità e dei contorni del caso.

Per il Friuli Venezia Giulia, la vicenda Regeni resta così un tema che va oltre la cronaca politica del giorno. La sentenza di Roma segna un momento importante, ma la richiesta che continua ad arrivare dal territorio è che il percorso verso la verità prosegua fino in fondo.

Segui Prima Friuli