Autostrade Alto Adriatico, primo sì del Consiglio regionale ai vertici: verso la conferma di Monaco e Bembo
Parere favorevole senza voti contrari nella Giunta per le nomine del Fvg. La decisione finale spetterà ora all’Assemblea dei soci.
La governance di Autostrade Alto Adriatico si avvia alla continuità. Da Trieste è arrivato infatti un passaggio politico-istituzionale favorevole alla permanenza di Marco Antonio Monaco e Tiziano Bembo ai vertici della società pubblica che gestisce un nodo centrale della rete autostradale del Nordest.
La Giunta per le nomine del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha espresso un orientamento unanime a sostegno della rinomina di Monaco alla presidenza del Consiglio di amministrazione e di Bembo alla vicepresidenza.
Si tratta di un passaggio preliminare ma significativo, perché consente alla Regione, socio di maggioranza, di presentarsi all’appuntamento successivo con una linea già definita sul futuro assetto del Cda.
Il passaggio che ora attende la società
Dopo il via libera della Giunta per le nomine, la proposta sarà portata all’Assemblea dei soci, che dovrà esprimersi sulle conferme. È lì che si completerà formalmente il percorso avviato in sede regionale.
Alla riunione ha preso parte anche l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, presente in rappresentanza dell’esecutivo del Friuli Venezia Giulia.
Chi sono i due nomi indicati
Monaco è alla guida della società dal 2024. Bembo, invece, ricopre il ruolo di vicepresidente dal 2023 e porta con sé un profilo già conosciuto nel comparto infrastrutturale, avendo avuto in passato anche l’incarico di vicepresidente di Autovie Venete fino al 2015.
La scelta della continuità si inserisce in un ambito particolarmente sensibile per il territorio regionale, considerando il peso che la rete autostradale ha per i collegamenti, i flussi economici e i rapporti con il vicino Veneto.
Il ruolo della Regione Friuli Venezia Giulia
Autostrade Alto Adriatico è una società per azioni interamente pubblica, nata nel 2018 e strutturata come società in house. Il Friuli Venezia Giulia detiene la quota prevalente del capitale con il 90,52%, mentre il Veneto partecipa con il 9,48%.
Il sistema di governo societario prevede un controllo congiunto delle due Regioni attraverso un apposito Comitato di coordinamento. In questo quadro, il peso del Friuli Venezia Giulia resta determinante nel portare avanti la proposta di conferma dei due componenti del vertice.
Per il territorio friulano si tratta quindi di una decisione che riguarda non solo nomi e incarichi, ma anche la gestione di una società considerata strategica per infrastrutture e mobilità dell’intera area nordorientale.