Ateneo di Udine, il rettore ridisegna la squadra: più deleghe e nuovi incarichi per il biennio
L’Università di Udine affida 36 deleghe fino al 2028: entra Francesca Zanon alla Didattica, nasce il ruolo per il Polo penitenziario universitario.
L’Università di Udine riorganizza il gruppo di docenti e ricercatori che affiancherà il rettore Angelo Montanari nei prossimi due anni. Il nuovo assetto, valido per il periodo 2026-2028, amplia il numero degli incarichi e introduce alcune novità che toccano settori considerati centrali per la vita dell’ateneo friulano.
Il dato più evidente è il passaggio a una durata biennale delle deleghe, scelta pensata per dare maggiore continuità al lavoro interno. Accanto a questo, cresce anche la struttura complessiva: i delegati diventano 36, con sei incarichi d’area e trenta di settore. Sale inoltre la presenza femminile, che passa dal 35% al 39%.
Per un’università che ha un ruolo di riferimento in tutto il Friuli, dalle sedi principali ai poli territoriali, la definizione delle deleghe pesa anche sul rapporto con il territorio, sui servizi agli studenti e sulle linee di sviluppo future, dalla didattica all’innovazione.
Le novità che segnano il nuovo assetto
Tra i cambiamenti più significativi c’è l’ingresso di Francesca Zanon, docente di Didattica e pedagogia speciale e coordinatrice del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, alla delega d’area per la Didattica. In precedenza quell’ambito era seguito ad interim da Agostino Dovier, che mantiene però l’incarico di settore legato all’Intelligenza artificiale.
Compare poi una delega del tutto nuova, quella per il Polo penitenziario universitario. Il compito è stato affidato a Natalia Rombi, docente di Diritto processuale penale. Si tratta di un segnale preciso su un ambito che l’ateneo ha scelto di strutturare con maggiore attenzione.
Ci sono anche due rafforzamenti di incarichi già esistenti. Andrea Cafarelli, oltre alla valorizzazione della sede di Gemona del Friuli, assume anche la delega alla Montagna. A Cristiano Crescentini, già impegnato sui servizi di supporto psicologico, viene attribuito pure il Diritto allo studio.
Le conferme nei ruoli chiave
Nel quadro delle deleghe d’area restano in squadra Francesco Pitassio per la Ricerca, Elena D’Orlando per i Rapporti con il territorio e la valorizzazione delle conoscenze, Enrico Salvati per l’Internazionalizzazione, Andrea Garlatti per Risorse e pianificazione strategica e Lorenza Driul per l’Area medica.
Il gruppo dei delegati di settore confermati è ampio e copre gran parte delle attività universitarie. Restano negli stessi ambiti, oltre a Dovier, Cafarelli e Crescentini, anche Elisabetta Scarton per Orientamento e tutorato, Gabriele Zanello per Lingua e cultura friulana, Francesco Raggiotto per il Centro polifunzionale di Pordenone e Renata Kodilja per il Centro polifunzionale di Gorizia.
Confermati anche Raffaella Bombi all’Innovazione didattica, Daniele Fedeli per Inclusione e bisogni educativi speciali, Davide Zoletto alla Formazione degli insegnanti, Marco Sartor alla Formazione continua, Marco Sortino all’Istruzione tecnica superiore, Laura Zanin alle Pari opportunità, Cinzia Battistella al Presidio della qualità e Luca Quartuccio alla Carta europea dei ricercatori.
Fanno parte della squadra pure Enrico Rejc per lo Sport, Fabio Alessi per le Attività musicali e coreutiche, Claudia Candelmo per Insegnamento delle lingue e Centro linguistico di Ateneo, Giovanni Cortella per il Trasferimento tecnologico, Antonina Dattolo per il Public engagement, Lara Manzocco per Biblioteche, banche dati, open access e attività editoriali, Pier Luca Montessoro per i Servizi informatici e Sara Colussi per la Sostenibilità.
Completano il quadro Ludovico Mazzarolli alla Semplificazione, Massimo Robiony all’Umanizzazione delle cure, Tommaso Piffer all’Educazione alla pace e alla nonviolenza, Christina Conti per Edilizia, uso e valorizzazione degli spazi di Ateneo e prevenzione, Alessandro Peressotti alla Scuola Superiore e Giorgio Alberti alla Comunicazione.
La nuova organizzazione conferma quindi una macchina di governo più ampia e articolata, con un’attenzione particolare sia ai servizi interni sia al legame dell’ateneo con il Friuli. L’impianto scelto dal rettore Montanari accompagnerà l’Università di Udine fino al 2028, in una fase che punta su continuità, specializzazione degli incarichi e presenza sempre più capillare nei diversi ambiti della vita accademica.